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Ascoli, Petagna: "Al Milan non mi hanno concesso occasioni... Ringrazio Mangia e l'Atalanta per aver creduto in me"

Ascoli, Petagna: "Al Milan non mi hanno concesso occasioni... Ringrazio Mangia e l'Atalanta per aver creduto in me" TuttoB.com
Petagna
© foto di Federico Gaetano
autore
Marco Lombardi
giovedì 25 febbraio 2016, 16:20Ascoli

Intervistato dalla rosea, il possente attaccante dell'Ascoli, Andrea Petagna, ha sviscerato tutto il suo percorso di calciatore, dal Milan al prestito di Ascoli, con la supervisione dell'Atalanta, società che ne ha rilevato il cartellino proprio dai rossoneri. Queste le dichiarazioni del centravanti triestino: ​"Ho vissuto un'estate difficile... Non avevo richieste e ad un certo punto ho anche pensato di smettere... Vedevo tutto buio... Devo ringraziare il mio mental coach - Roberto Civitarese ndr - per avermi permesso di ritrovare gli stimoli e la voglia di giocare... Ora sono rinato... L'Ascoli mi ha cercato insistentemente, ma era in attesa del ripescaggio... Senza serie B, il Milan non mi avrebbe ceduto in prestito... Ho trascorso due mesi col telefono in mano, aspettando novità... Al Milan c'erano troppe pressioni su di me... Addirittura Galliani mi aveva "battezzato" come vice-Balotelli... Quando andai alla Samp, ad appena 18 anni, dovevo essere una sorta di salvatore della patria...

Tutti si aspettavano moltissimo da me... Ma la mia timidezza mi penalizzò... Appena "steccavo" una partita, mi relegavano in panchina... Successe pure a Latina... Quante delusioni! Mentre a Vicenza, benchè non abbia giocato molto, mister Marino, unitamente a Cocco e Di Gennaro, mi hanno aiutato molto, fornendomi preziosi consigli... Mangia è stato il primo a darmi continuità... Il Milan? Non sono deluso, ma rammaricato di non aver avuto occasioni per mettermi in evidenza... E' difficile "sfondare" quando sei utilizzato solo per qualche spezzone di gara... Sono contento della chiamata dell'Atalanta... Hanno investito su di me e credono nelle mie potenzialità...".

© Riproduzione riservata
Fonte La Gazzetta dello Sport