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Ascoli, Mazzone: "Il Pescara va aggredito"

Ascoli, Mazzone: "Il Pescara va aggredito" TuttoB.com
© foto di Federico De Luca
autore
Federico Errante
mercoledì 21 marzo 2012, 22:14Ascoli

“Ricordiamoci sempre che siamo una squadra di provincia ma anche che siamo l’Ascoli e chi viene in casa nostra ci deve rispettare”. E’ il messaggio di Carletto Mazzone alla tifoseria bianconera in vista della sfida di sabato prossimo al Del Duca contro il Pescara di Zeman. Sor Carletto, che ha compiuto 75 anni proprio lunedì scorso, è il doppio ex della partita di sabato prossimo. Oltre ad aver giocato con l’Ascoli per nove anni, dal 1960 al 1969, collezionando ben 221 presenze, ha guidato i bianconeri dalla panchina dal 1968 al 1975 salendo dalla serie C alla serie A e successivamente dal 1980 al 1985 sempre in serie A. Non solo: ha allenato anche il Pescara nella stagione 1990/91. Del resto non poteva mancare quella panchina nella carriera di un allenatore che il 18 marzo 2006, in occasione di Livorno-Juventus, ha eguagliato il record di 787 presenze in panchina in serie A di Nereo Rocco e lo ha successivamente battuto giungendo a fine stagione a 795 presenze. Di fatto Mazzone ha allenato ininterrottamente per quasi quarant’anni stabilendo un altro record nella storia del calcio italiano con le sue 1.277 panchine ufficiali.

Mister, le piacerebbe vedere sabato prossimo il Del Duca tutto bianconero?

“Sì, perché una partita come questa è sempre importante e i nostri tifosi devono imporre la loro presenza. I giocatori stanno dimostrando grandi qualità: quella di rispettare la maglia che indossano e di saper lottare. L’Ascoli in questa partita si gioca tanto. I giocatori sono dei combattenti ma hanno bisogno dei tifosi. La città deve rispondere presente. Ricordo i miei tempi quando entrare al Del Duca era emozionante. Il vero amore per l’Ascoli si dimostra nei momenti importanti e questo lo è”.

Che partita prevede?

“Sicuramente una bella partita. L’Ascoli deve cercare di giocare, senza aspettare che il Pescara imponga il proprio gioco. Sarebbe un errore, gli abruzzesi si devono sfidare a viso aperto”.

La sua vita calcistica e privata è legata ad Ascoli, ma ha allenato anche il Pescara…

“Preferisco non parlare di quell’esperienza - ribatte Mazzone -. Dico che il Pescara attuale ha dei valori tecnici indiscutibili. Mi riferisco ai giocatori che avranno sicuramente un futuro e a un grande professionista come Zeman”.

Che ha sfidato spesso quando lei era alla Roma e lui alla Lazio…

“Certo, so benissimo come giocano le sue squadre. I bianconeri troveranno delle difficoltà, ma durante la partita non mancheranno gli aspetti positivi”.

Secondo lei l’Ascoli può spuntarla?

“Sul piano tecnico vedo favorito il Pescara, dal punto di vista fisico e tattico l’Ascoli. Di solito si dice vinca il migliore. Io invece dico vinca l’Ascoli, qui c’è la mia storia. Il mio pensiero va a Costantino Rossi, che mi ha fatto diventare quello che sono. Ero legato a lui come un figlio. Mi fece diventare un allenatore dandomi in mano l’Ascoli dopo che un grave infortunio precluse la mia carriera di giocatore. Lui vorrebbe lo stadio pieno e la vittoria del suo Ascoli”.

Dopo Rozzi, Benigni prosegue la storia dell’Ascoli...

“Raggiungere la salvezza sarebbe un altro bel traguardo anche per lui”.

Il tecnico è Silva, un suo ex giocatore: come lo vede in panchina?

“Sta svolgendo un buon lavoro, la squadra è cresciuta e migliorata. Silva è stato un grande attaccante e un vero professionista”.

Qualche vittoria con i suoi gol gliel’ha regalata?

“Sicuramente, ci fece anche vincere a San Siro contro l’Inter. Ho dei ricordi positivi di lui in bianconero. Mi auguro che, con le sue capacità di ex attaccante, riesca a trasmettere la voglia di far gol agli attuali attaccanti dell’Ascoli. Come me anche lui vive in una città che fa parte della sua vita e che lo rende felice”.

Visto che segue sempre l’Ascoli, quale giocatore l’ha impressionata di più finora?

“Ultimamente sto notando che prevale soprattutto un gioco di squadra. Non mi sento di parlare di singoli perché nel gioco dei bianconeri non c’è un calciatore che emerge. Tutti sono sullo stesso piano, proprio perché si tratta di un gioco di squadra”.

© Riproduzione riservata
Fonte corriere adriatico - Anna Rita Marini