Ascoli, l'ex Cristiano: "Pensavo di restare. Ora temo Soncin"
Andrea Cristiano venerdì tornerà al Del Duca per la prima volta da avversario con l’Albinoleffe. Nella mente sono ancora vivi i ricordi della magica salvezza ottenuta nello scorso campionato.
Cristiano, qual è la prima cosa che le viene in mente quando sente parlare dell’Ascoli?
“La bella cavalcata dello scorso anno è stato il più bel periodo della mia carriera dopo quello con l’Albinoleffe quando abbiamo raggiunto i playoff. Sono emozioni che ti rimangono dentro per sempre. Dire Ascoli per me è come rivedere tutta quella gente che era allo stadio o a festeggiare in piazza”.
Ha il rimpianto per non essere rimasto in bianconero?
“Sinceramente pensavo di rimanere. Avevo dato la mia disponibilità e Castori mi chiamava quasi tutti i giorni, ma il mio riscatto era troppo alto per le casse dell’Ascoli”.
Si aspettava di incontrare l’Ascoli in una sfida salvezza?
“No, ma partire con una forte penalizzazione non deve essere stato facile, perché subentrano la paura e l’ansia di dover sempre rincorrere”.
In questo Ascoli manca soprattutto un esterno come lei...
“E’ vero, ma ora l’Ascoli ha scelto bene puntando su Scalise e Tomi. C’è anche Sbaffo che sa adattarsi, però sinceramente qualcosa manca sulle corsie esterne”.
Contro di voi non ci sarà Papa Waigo…
“Meno male, meglio per noi. Quello di prendere l’attaccante senegalese è stato davvero un bel colpo di mercato da parte della società bianconera. E’ forte e ha della caratteristiche particolari come attaccante”.
Qual’è il bianconero da temere di più?
“In attacco anche se mancherà Papa Waigo, c’è sempre Soncin. A centrocampo sta facendo molto bene Parfait e anche Sbaffo è un buon giocatore. Noi dovremo essere bravi nelle ripartenze per sfruttare gli spazi che l’Ascoli ci lascerà”.
Sarà una partita dove le due squadre punteranno prima a non prenderle?
“Di sicuro la paura la farà da padrona. Per noi, come per qualsiasi altra squadra, sarà dura giocare al Del Duca. So che i tifosi si sono riavvicinati alla squadra. Sono rimasto legato a tutti i miei ex compagni, anche a quelli che sono andati via come Gazzola”.
Un bel gruppo e una bella cavalcata rovinata in parte da due mele marce come Micolucci e Sommese...
“Nello spogliatoio tutti pensavamo a combattere e invece c’era chi ci pugnalava alle spalle. Quella del calcio scommesse è una piaga che purtroppo sembra non finire mai”.


