Menu Primo pianoCalciomercatoIntervisteEsclusive TBCalendari
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie B arezzoascoliavellinobeneventocarraresecatanzarocesenacremoneseempolihellas veronajuve stabiamantovamodenapadovapalermopisasampdoriasudtirolvicenzavirtus entella
TMW Scommesse

Ascoli, Di Donato: "Non date le colpe solo ai giocatori"

Ascoli, Di Donato: "Non date le colpe solo ai giocatori" TuttoB.com
© foto di Federico De Luca
autore
Federico Errante
giovedì 10 novembre 2011, 23:05Ascoli

“Non sai quanto sei forte, fino a quando essere forti è l’unica scelta che hai”. E’ la frase che Daniele Di Donato, capitano dell’Ascoli, ha tatuato sul braccio destro e alla quale spesso fa riferimento. Ora più che mai i bianconeri dovranno convincersi della loro forza. Lo dice anche il capitano che prova a spiegare il difficile momento che sta attraversando la squadra.

Di Donato, proviamo a spiegare cosa sta succedendo...

“Sappiamo delle difficoltà che stiamo attraversando, ci siamo infilati in un tunnel dal quale non riusciamo a uscire. Inutile girarci intorno, gli errori commessi sono stati tanti”.

Siete comunque consci che potete dare molto di più?

“Sicuramente sì, dobbiamo stravolgere il nostro cammino. Ma non tutte le colpe sono della squadra. Da qualche anno giochiamo sempre con la spada di Damocle puntata sulla nostra testa. Ci contestano il -1 in classifica, ma i punti di penalizzazione sono dieci. Hanno contribuito in maniera determinante a farci stare lì in fondo e non sono da imputare a noi”.

Dopo sole quattro giornate avevate azzerato la penalizzazione di -7. Poi c’è stata la caduta libera: come mai?

“Siamo uomini, non robot. Ci assumiamo tutte le responsabilità per quello che riguarda il campo, ma non ci possiamo prendere le altre. Senza la penalizzazione adesso avremmo nove punti e la salvezza sarebbe solo a cinque lunghezze”.

Ce la farete a cambiare rotta, prima che sia troppo tardi?

“Per forza, lo dobbiamo a tante persone”.

Il primo a rimetterci è stato il tecnico Castori...

“Purtroppo succede sempre così, ci dispiace tantissimo”.

Qualcuno dice che avete giocato contro di lui, è vero?

“Assolutamente no. Abbiamo un ottimo rapporto con Castori e con il suo staff. Siamo noi i primi a subire le conseguenze del suo esonero. Quando lo abbiamo salutato, qualcuno ha anche pianto. Il nostro rapporto squadra-tecnico era intenso ed è andato oltre il calcio giocato. Si è fortificato sempre di più. Grazie al suo carattere, Castori ci ha inculcato la mentalità di non mollare mai. Ci diceva sempre che se la mente è libera, si può superare qualsiasi ostacolo perchè la mente non si stanca mai. Dobbiamo seguire quello che ci ha insegnato”.

Come va con Silva?

“Stiamo cercando di lavorare, ma in questo momento è una situazione difficile”.

Il rapporto con i tifosi si è incrinato davvero?

“Sappiamo che, oltre a essere delusi, sono anche arrabbiati come noi. Hanno le scatole piene di tante sofferenze calcistiche, io sono qui da cinque anni e ogni volta c’è la stessa situazione”.

Cosa pensate quando scendete in campo?

“Già dal mese di agosto, dalla prima gara di campionato, quando abbiamo affrontato il Torino, nello spogliatoio ci siamo guardati e detti: Raga’ serve vince. Non è semplice scendere in campo in questa situazione, è dallo scorso campionato che non ci è permesso di sbagliare partita che ci troviamo sempre a rincorrere”.

Lo scorso campionato ci eravate riusciti però...

“Sì, è vero, ma subito dopo l’ultima giornata è successo di tutto, fino ad arrivare al -10 in classifica. Per noi che abbiamo una certa età, ma anche per i giovani, è diventato tutto più difficile. Dobbiamo cercare di essere più sereni e di provarci ugualmente. Può sembrare un’eresia per come siamo messi, ma dobbiamo cercare di tornare a essere una squadra per raggiungere almeno i playout. Dobbiamo crederci fino in fondo. Basterebbe solo inanellare qualche risultato positivo. A partire da Brescia”.

© Riproduzione riservata
Fonte Corriere Adriatico - Anna Rita Marini