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Ascoli, Cristiano: "Torno e vinciamo il derby"

Ascoli, Cristiano: "Torno e vinciamo il derby" TuttoB.com
© foto di Federico De Luca
autore
Federico Errante
domenica 17 aprile 2011, 00:00Ascoli

C'è aria di battaglia sportiva al "Cino e Lillo Del Duca" per il derby costiero fra Ascoli e Pescara. Lo sa benissimo Andrea Cristiano (26), colonna marchigiana, che ha recuperato a tempo di record da una lesione ai legamenti della caviglia sinistra, pur di non marcare visita oggi alle 12:30.

Servirà tutta la sua grinta per il derby dell'Adriatico: chi vince veleggia verso acque più tranquille, burrasca invece per gli sconfitti. Questo, e tanto altro, nell'ESCLUSIVA di TMW con il centrocampista originario di Brandizzo.

Andrea, come va la caviglia toccata duro contro il Torino il 26 marzo scorso?

"La caviglia va meglio, lunedì ho ripreso a calciare, va abbastanza bene. Ieri ho fatto un'ecografia, la lesione è rimarginata, oggi andrò almeno in panchina".

Cosa ne pensi dell'intervento di Rivalta (32) su di te?

"L'intervento è stato fatto a centrocampo, lontano dalla porta e spalle all'area di rigore, ero davvero innocuo. L'intenzione di prendermi c'è stata, lui tre giorni dopo mi ha chiamato per scusarsi. Nel calcio ci sta, sottolineo però che lui è stato solo ammonito. Da regolamento era rosso, non è che ogni volta si può finire all'ospedale. Ogni arbitro ha un suo metro di giudizio purtroppo".

Ad Ascoli state vivendo un'annata tribolata a livello societario, culminata in sei punti di penalizzazione, poi ridotti a cinque. Quanto vi condiziona questo clima?

"A livello societario non sappiamo nulla e non vogliamo entrare in quei discorsi. Siamo concentrati solo sul campo per raggiungere la salvezza. Sappiamo che ogni partita sarà dura, si affrontano squadre che sono molto valide. Ce la metteremo tutta per questa società e per tutta la gente che ci sostiene a gran voce ogni domenica". .

C'è la sensazione di lottare tanto rischiando di raccogliere solo vento, a causa della paventata sparizione della squadra dai campionati professionistici?

"Non ci pensiamo, c'è stato detto che se riusciremo a mantenere la categoria la società non fallisce. Penso che anche in caso di un'eventuale retrocessione la società non sparirebbe, l'importanza di questa piazza gloriosa è notevole. Farebbe male al calcio l'addio dell'Ascoli dai professionisti. Quindi ci stiamo impegnando al massimo per rimanere in B, per dare ai nostri tifosi questa immensa gioia. Sappiamo cosa vuol questa maglia per loro e diamo sempre il massimo".

Vi sentite il Bologna della cadetteria, attaccati al campionato nonostante le incertezze legate alla proprietà?

"Per la salvezza fa differenza un punto, figuriamoci cinque come nel nostro caso. Nonostante questo siamo attaccati a tutte le squadre, ce la possiamo giocare per una salvezza anche senza play out".

Nonostante fossi in scadenza di contratto con l'Albinoleffe, hai deciso di rinnovare con i seriani per poi essere girato in prestito. Ci spieghi la tua scelta?

"Sì, sono in prestito fino a giugno con diritto di riscatto da parte dell'Ascoli. Ho rinnovato prima di venire qui, perché sarei rimasto tutto l'anno fuori rosa. A Bergamo se non rinnovi non vieni utilizzato, l'unico modo per riuscire ad andare via era rinnovare, per poi essere girato in prestito. In ritiro ero fuori rosa, non so se avrei dato il mio contributo durante l'anno. Dopo che la società aveva comunicato a Mondonico che ero fuori, il mister nonostante tutto ogni tanto ci faceva fare delle partite., per garantirci il ritmo partita. Poi è arrivato l'accordo con l'Ascoli e sono felice così".

I giornali agostani davano anche Torino e Novara sulle tue tracce, cosa c'è stato di vero?

"Erano vere ma non ho mai parlato con le società, il mio procuratore aveva avuto contatti ma non s'è fatto nulla".

Mai avuti contatti con squadre di A?

"Sogno di giocare in A dal momento in cui ho calcato i primi campi, purtroppo non ho mai avuto contatti. Spero a fine campionato che si muova qualcosa, ma nel contempo spero di rimanere ad Ascoli, dove sto benissimo".

Nella vostra rosa c'è l'attaccante Alessandro Romeo (24), grande promessa del vivaio della Sampdoria finora bersagliato dalla sfortuna, come lo stai vedendo?

"È stato veramente sfortunato, in quattro anni ha subito quattro infortuni ai crociati. È un attaccante forte, ha bisogno di giocare, dai movimenti che fa, da come attacca la porta si capisce che è uno che sa far gol. Gli auguro veramente di non avere più infortuni, così verrà fuori perché è veramente forte, oltre ad essere un bravissimo ragazzo".

Il vostro parco attaccanti vanta anche Ettore Mendicino (21), prodotto della cantera della Lazio , come procede la sua crescita?

"Mendicino è un grande talento, anche lui ha bisogno di giocare e di fiducia. Il mister gli sta dando ciò e i risultati lo stanno premiando con dei gol molto importanti per la nostra classifica. È un grande ragazzo, stiamo sempre insieme, lui e Romeo hanno un futuro luminoso davanti".

Nonostante le individualità di spicco avete un attacco molto sterile, il secondo meno prolifico del torneo assieme al Portogruaro e meglio solamente della Triestina. Come mai fate così tanta fatica sotto porta?

"Dai numeri si vede che abbiamo queste difficoltà, questo non deve essere un alibi. Non è colpa degli attaccanti, tutta la squadra deve attaccare meglio, magari credendoci di più sui calci da fermo".

Nella classifica dei marcatori, per ritrovare un ascolano, bisogna arrivare a quota quattro gol. Un po' pochino.

"Già, ci sono io, con Lupoli (23) e Giorgi (23) a quattro gol. Ci sono le annate che vanno così. L'anno scorso qui c'erano Antenucci (26) e Bernacci (27) che hanno tirato su la squadra, altrimenti avevano le stesse difficoltà. È dura, nonostante questo ce la giocheremo sempre. Bisogna rischiare il meno possibile dietro, una palla prima o poi davanti capiterà".

Alla luce dei recenti risultati, dove finisce la zona play out?

"È una bella domanda, quest'anno è una lotta dura, ogni partita non è mai scontata. Quando, ad esempio, il Portogruaro vince a Cittadella, e il Cittadella a Reggio Calabria capisci che non puoi fare pronostici. È un campionato strano, fino al Piacenza rischiano di essere risucchiate tutte sotto, mancano ancora tante giornate e tutto può ancora succedere. Se fai male due partite e dietro vincono sei di nuovo invischiato, è un campionato strano".

Chi retrocede direttamente?

"Non lo so, la Triestina sembrava quella messa peggio ma è ancora viva. Il Frosinone è cambiato tanto a gennaio, possono ancora agganciarsi anche loro".

Gli scontri diretti vi vedono, tuttavia, messi in posizione di tutto rispetto.

"Dobbiamo ancora giocare con Frosinone e Triestina in casa. Con Portogruaro e Cittadella siamo pari ma con differenza reti migliore. Con Sassuolo e Albinoleffe siamo in vantaggio".

Per la prima volta giocherete alle 12:30 della domenica, una cornice insolita per un derby molto sentito da entrambe le tifoserie. Avete disputato allenamenti specifici per abituarvi alla novità?

"Sarà una sensazione strana, più gustosa. C'è il derby, la gente verrà ancora più numerosa anche perché è domenica. Vogliamo la vittoria in casa, che manca da tanto, e ci mancano i tre punti per avvicinare questa salvezza e regalare ai tifosi il derby che sentono tantissimo".

© Riproduzione riservata
Fonte TMW