Ascoli, che colpo. Il Padova chiude fra i fischi
Padova ed Ascoli scendono in campo allo stadio Euganeo con stati d'animo e motivazioni diverse. I biancoscudati cercano una prova d'orgoglio per riscattare la deludente annata e il mancato approdo ai Playoff. I marchigiani invece necessitano dei tre punti per evitare i Playout e centrare un'incredibile salvezza.
Dal Canto dà spazio fra i pali a Cano. Silva invece punta sulla voglia da ex di Andrea Soncin per sbancare lo stadio patavino.
Quasi cinquecento i tifosi ascolani presenti allo stadio, mentre la curva fattori entra in ritardo in segno di protesta nei confronti di dirigenza e calciatori padovani.
Nei primi minuti i veneti provano a condurre le redini del gioco, ma alla distanza escono prepotentemente i bianconeri.
Le conclusioni dalla distanza di Bentivoglio impensieriscono Guarna.
Ma alla mezzora il punteggio si sblocca.
Azione insistita dell'Ascoli, Trevisan di testa tenta di allontanare la sfera dalla propria area di rigore, sul pallone vagante di avventa Pasqualini che dal limite dell'area scarica una saeta mancina che si infila imparabilmente alle spalle di Cano. Primo gol in carriera per l'ex Siracusa che va in gol nel sabato più importante della stagione. Un sigillo che può significare salvezza e che vale doppio per un ascolano doc come l'esterno classe '89.
Al quarantesimo i bianconeri chiudono i giochi: pregevole l'assist di Pederzoli per Soncin che addomestica sontuosamente il pallone prima di bucare Cano per il gol che vale il 2-0. Nono centro stagionale per l'ex Padova che si prende una rinvincita personale contro la formazione che in estate l'aveva scaricato.
La seconda frazione di gioco è pura accademia con l'Ascoli dominatore del campo e un Padova inerme e in balia degli avversari.
Papa Waigo, imbeccato splendidamente da Sbaffo, si divorarsi il punto del 3-0 calciando a lato a porta sguarnita.
Nel finale Cano disinnesca la conclusione di Gerardi, evitando ai biancoscudati un passivo ben più pesante.
I fischi dell'Euganeo si abbattono comunque impietosi sull'undici di Dal Canto.
Silva invece può festeggiare l'ennesimo miracolo griffato Ascoli. Una salvezza che come l'anno scorso arriva all'ultima giornata, tuttavia - considerati i sette punti di penalizzazione - è assolutamente lecito parlare di miracolo marchigiano


