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Ascoli, Buzzegoli: "Palermo costruito per vincere il campionato,sarà una sfida stimolante"

28.09.2017 21:00 di Christian Pravatà  Twitter:    articolo letto 398 volte
Fonte: www.ascolipicchio.com
© foto di Tommaso Sabino/TuttoLegaPro.com

Daniele Buzzegoli, la guida del centrocampo bianconero, ha parlato agli organi di informazione del momento della squadra, che sabato riceverà la visita del Palermo:

"Rispetto per tutti, paura di nessuno" - ha detto il Capitano - "Quella di sabato è una sfida che ci stimola, il Palermo è una squadra importante, ha tantissimi nazionali e, per come è stato costruito, ha l'obbligo di vincere il campionato. Con squadre così un errore si paga a caro prezzo, quindi cercheremo di non commetterne. Le squadre forti sono ciniche, magari non sempre esprimono un bel gioco, ma con la forza dei singoli alla prima occasione te la fanno pagare. Ci auguriamo intanto che arrivi qui non ancora al 100% della forma. Vogliamo confermare quello che di buono stiamo facendo in questo periodo, già col Frosinone si era visto un Ascoli che aveva provato a vincere in tutti i modi. Dopo la gara di Cesena abbiamo voglia di dare continuità e di far diventare casa nostra un fortino. E' al Del Duca che dobbiamo costruire il nostro campionato. Fra il match col Frosinone e quello di Cesena è cambiato poco se non il fatto che siamo stati più cinici, col Frosinone abbiamo creato più palle gol, ma con i romagnoli siamo stati più incisivi. I tre punti ci hanno dato maggiore fiducia in noi stessi, siamo sì calciatori, ma pur sempre uomini e quindi è innegbile che un risultato positivo dia maggiore convinzione".

Il centrocampista toscano ha parlato anche del modulo adottato nelle ultime gare:

"Il ruolo che ricopro nel 4-3-3 mi piace perché stare al centro significa entrare spesso nel vivo dell'azione, è un modulo che porta più densità in mezzo al campo, ma sono convinto che sono atteggiamento e concentrazione, oltre che  l'essere sempre in partita, a fare la differenza e non il modulo. Detto questo, quando siamo a tre a centrocampo posso andare a prendere la palla dove voglio, mentre a due sono portato ad agire nella mia metà. Stiamo migliorando molto la rotazione in mezzo al campo con Bianchi e Carpani e questo ci consente di non essere prevedibili e avere alternative soprattutto quando l'avversario studia le contromosse".

Questa la valutazione sul rendimento personale in questo inizio di stagione:

"Mi sento al centro del progetto tecnico, penso di aver toccato molto spesso la palla, a livello di prestazioni sono contento e, a livello di chilometraggio e intensità, sto avendo buoni risultati. Fisicamente sto bene, ho giocato tutte le ultime tre gare ravvicinate con intensità. Quando un gol su punizione? Gigliotti ci è andato vicino, io ancora non ho avuto l'occasione giusta. Un gol su calcio piazzato può spostare l'equilibrio delle partite, è molto importante".

Da due mesi indossa la fascia di Capitano:

"E' una bella responsabilità, che vivo con grandissima serenità, quando rientrerà Andrea Mengoni gliela renderò. Un capitano non credo abbia diritti particolari e neanche grandissimi poteri, dà semplicemente l'esempio e quindi voglio essere una guida per i giovani dando il massimo in ogni allenamento e in ogni partita".

Tanti i giovani nell'Ascoli a cui fare da chioccia:

"Abbiamo bisogno della "sfacciataggine" dei giovani, hanno voglia di fare e soprattutto devono sentirsi liberi di fare, devono divertirsi in campo senza pressioni. Noi più anziani dobbiamo prenderci le responsabilità. La rosa dell'Ascoli è costruita di giovani, che se crescono in fretta, come stanno facendo, posono dare grandi benefici. Clemenza? Ha tutte le qualità per poter ricoprire qualunque ruolo a centrocampo, è un ragazzo molto intelligente, con una tecnica di base importante, ha un sinistro di categoria. Il ruolo davanti alla difesa è più complicato perché a un giovane piace a volte fare la giocata fine a se stessa, come tanti anni fa capitava a me; e in quella posizione del campo se sbagli, rischi, perché l'avversario spesso va al tiro".

1.200 i tifosi bianconeri presenti al Manuzzi di Cesena.

"I tifosi sono fondamentali; quando sono arrivato all'Ascoli sapevo che c'era una tifoseria forte, che pretendeva molto, quindi ero un po' intimorito. In realtà mi sono reso conto che non pretende nulla se non la prestazione e l'atteggiamento giusti, la tifoseria dell'Ascoli è matura, guarda la partita, per cui anche con tre punti in classifica ci ha seguiti a Cesena in 1.200. Questo significa che i tifosi hanno visto una squadra propositiva, che non molla e che vuole fare risultato dappertutto. Mi impegno in prima persona  a far sì che questi aspetti non manchino mai".

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