Ascoli, 10 milioni per l'acquisto
Quattro milioni di euro in contanti con l’impegno ad accollarsi sei milioni di passività iscritte nell’ultimo bilancio societario depositato alla Camera di commercio. E’ questa la proposta d’acquisto che l’industriale farmaceutico Francesco Bellini, in rappresentanza della cordata di imprenditori disposta a rilevare l’Ascoli calcio, ha fatto al patron Roberto Benigni nell’incontro avuto venerdì sera a Montefiore dell’Aso nella cantina vitivinicola dell’italo-canadese. Una proposta “prendere o lasciare” che non intende concedere spazio a eventuali rilanci della famiglia Benigni. Una trattativa che deve essere perfezionata sicuramente prima che l’industriale farmaceutico, ripartito per il Canada martedì scorso, torni ad Ascoli a metà maggio per organizzare le nozze del figlio. Benigni ha ascoltato la proposta e si è riservato di dare una risposta.
Ora quindi la palla passa nella metacampo avversaria per una risposta definitiva. Più trascorrono i giorni più la trattativa per la cessone del club rischia di impaludarsi perchè le scadenze fiscali sono alle porte. Finora la famiglia Benigni ha sempre preferito prendere tempo certamente non allettata dall’iniziale proposta della cordata avanzata un paio di mesi fa (10.000 euro in contanti più l’impegno ad accollarsi sei milioni di euro di passività iscritte nel bilancio).
Per questo motivo in casa Benigni si è pensato addirittura di continuare a gestire la società nella speranza che con i maggiori introiti che saranno erogati dalla Lega di B il prossimo campionato e con un piano drastico di contenimento delle spese si possano superare le attuali difficoltà gestionali che hanno purtroppo portato l’Ascoli a scontare cinque punti di penalizzazione (e un altro è purtroppo in arrivo dopo il deferimento della procura federale).
Ora però l’offerta appare molto più sostanziosa e anche se ad alcuni componenti della cordata non sono affatto piaciuti alcuni passaggi della lettera di Benigni dove si chiedono le “credenziali bancarie” (Bellini e Fazi vantano fatturati importanti) ci sono i margini per portare a termine l’operazione purchè non si perda ulteriore tempo.
Legittimamente il presidente Benigni prima di cedere il bastone del comando vuole essere sicuro al cento percento di lasciare uno dei suoi principali amori a eredi che sappiano garantire un futuro all’Ascoli nei campionati professionistici. E su questo aspetto è lodevole l’intenzione. Pur tuttavia quando si fanno trattative così importanti non solo per Ascoli sportiva ma per un’intera città e il suo comprensorio le parti devono cercare di venirsi incontro ognuno magari rinunciando a qualcosa anche sotto il profilo economico.
Purtroppo la terza sconfitta consecutiva dell’Ascoli e la scadenza amministrativa di metà maggio (pagamenti degli stipendi ai calciatori del primo trimestre del 2011 e dei relativi contributi previdenziali oltre agli arretrati) impongono un’accelerazione.
Per questo motivo gli sherpa sono già entrati in azione e in questo contesto il pontiere Massimo Ubaldi è sicuramente la figura più adatta per convincere il presidente Benigni ad accettare la proposta della cordata se non altro per i buoni rapporti che ci sono sempre stati nonostante le recenti dimissioni dell’ex responsabile dell’area tecnica.


