REAZIONI DI SALVIONI, MAIS E MALAGNINI ALLA SENTENZA
Le reazioni dell'Ancona al secondo punto di penalizzazione inflitto dalla Corte di Giustizia Federale sono state immediate. Il tecnico biancorosso Sandro Walter Salvioni rivendica l'applicazione di altre forme sanzionatorie, che non rendano vani tutti gli sforzi fatti sul campo dai suoi uomini. "Sono distrutto e demoralizzato. Non è giusto che la squadra sconti sulla propria pelle irregolarità commesse dalla società - dice il cinquantaseienne di Gorlago -. Le autorità dovrebbero predisporre altre forme per fare giustizia. In questo modo viene solo mortificato il lavoro svolto dai giocatori". Non è invece sconcertato dall'ulteriore penalizzazione il legale della società dorica Luciano Ruggiero Malagnini. "Abbiamo fatto tutto il possibile ma questa sentenza era prevedibile - commenta il luminare del foro di Nola -. Dopo il primo grado ero convinto che la Procura Federale avrebbe fatto ricorso.
Sapevo che saremmo incappati in un'altra penality perché la normativa in materia è chiara". Su un possibile ricorso al Tribunale arbitrale dello sport Malagnini dice: "Sarebbe meglio non farlo. I due punti di penalizzazione fanno male ma sono meno pesanti del previsto - continua -. Ribadisco che, per quelli che erano i capi d'accusa, la sentenza debba essere considerata un successo". Il presidente dorico Flavio Mais lascia invece uno spiraglio al ricorso al Tas, anche se la sua preoccupazione maggiore è che il club dorico non commetta più errori di questa portata. "Prendiamo atto della decisione della Corte di Giustizia Federale. Studieremo i documenti e valuteremo assieme al nostro avvocato Malagnini se ci sono i presupposti per un eventuale ricorso - spiega il numero uno biancorosso -. Una cosa è certa: questa sentenza ci deve far riflettere sull'importanza di controlli interni efficaci, affinchè certe scivolate non si ripetano più".


