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Petocchi blinda Mastronunzio

Petocchi blinda Mastronunzio
autore
Claudio Gallaro
mercoledì 25 novembre 2009, 19:07Ancona

Mastronunzio non si tocca, è il capitano dell'Ancona e resterà in biancorosso. Anzi, bisogna pensare a rinnovare il contratto ai giocatori in scadenza: sono le dichiarazioni dell'Amministratore delegato dell'Ancona Enrico Petocchi rilasciate a margine della serata organizzata ieri sera al ristorante "Rossopomodoro" dall'avvocato Michele Andreano, che per l'occasione ha riunito personalità sia politiche che imprenditoriali. Una serata sponsorizzata da Eusebi Impianti e che ha visto la partecipazione della Confcommercio di Ancona. Con Petocchi è stato possibile fare il quadro della situazione in casa Ancona dopo la vittoria di Ascoli. Un Petocchi che ce l'ha sempre un po' su con la città di Ancona per la scarsa collaborazione, soprattutto a livello economico.

"Abbiamo aperto le porte della società dando la possibilità a chiunque di entrare ma finora a livello locale non ci sono stati segnali... di vita. Al contrario c'è un certo fermento in campo nazionale sull'Ancona. Ad esempio sabato scorso ad Ascoli ero accompagnato da Massimo Ferrero, un produttore cinematografico che ha realizzato film importanti. Ebbene presto potrebbe entrare in società, anche se non posso dire con che quota. Il fatto che per adesso non sia entrato nessuno - ha aggiunto Petocchi - dipenda dal fatto che prima bisogna fare ordine all'interno del club. Ma gli ingressi ci saranno".

Poi due argomenti caldi: il taglio del costo dei biglietti per permettere al pubblico di avvicinarsi all'Ancona nelle partite casalinghe e l'incontro chiesto a Petocchi dagli ultras della curva per avere alcune risposte sulla solidità della società. "Io credo che Ancona debba fare qualcosa per la squadra prima in classifica - ha risposto il manager lombardo - e acquistare i biglietti anche a costo non popolarissimo è una maniera per sostenerla. Del resto non dimentichiamo che la scorsa estate la società ha lanciato una campagna abbonamenti convenientissima e che in pratica regala tantissime partite. Noi dunque abbiamo la coscienza a posto: chi ha creduto nel progetto è un tifoso fortunato perchè ci ha dato fiducia in anticipo. Sul secondo argomento io mi occupo di questioni amministrative e quindi non vedo cosa potrei dire. Al limite si potrebbe organizzare un incontro con il nostro collaboratore del marketing Joe Inferno".

Ma proprio sull'argomento del tifo, l'ad ha aggiunto: "Se i tifosi mi portano duemila firme con il nome di un candidato, lo faccio entrare nel Consiglio di amministrazione dell'Ancona. Da parte nostra non c'è nessuna chiusura. Figuratevi, a noi piace una società gestita come una public company stile Barcellona con i tifosi parte integrante della società, ma anche qui, tutto tace...".

Sulla voce di possibili penalizzazioni per il pagamento in ritardo degli stipendi di aprile, maggio e giugno, che continua a circolare, Petocchi ha allargato le braccia: "No comment".

Fonte corriereadriatico.it

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