MASTRONUNZIO: "UNITI PER VINCERE"
“Bisogna restare uniti: squadra, tifosi e giornalisti”. Il capitano e bomber dell'Ancona Salvatore Mastronunzio, alla vigilia della delicata trasferta di Cittadella, individua nella compattezza l'arma giusta per riprendere il ruolino di marcia. “E’ un periodo delicato, fatichiamo più del previsto a raccogliere punti. Ma dobbiamo stare tranquilli, andare avanti per la nostra strada e, vedrete, tutto tornerà come prima. Nell’arco di una stagione può capitare una fase di appannamento. Ora dobbiamo essere bravi a restare uniti, dalla squadra alla società, dai tifosi alla stampa. Le critiche ci stanno, ma devono essere costruttive. Tenendo presente che l’Ancona è comunque protagonista di un’ottima stagione”. Un punto in tre partite, 6 gol al passivo e uno solo realizzato. E' evidente che nel giocattolo Ancona qualcosa si è rotto. “Un calo fisico c’è stato, ma è un fatto più che normale. Noto, piuttosto, che quando prendiamo gol facciamo fatica a reagire, specie fuori casa”. Ciò che preoccupa maggiormente è l'andamento dei dorici in trasferta. Approccio psicologico sbagliato? “Non direi. Ce la siamo sempre giocata, anche a Salerno, almeno nel primo tempo. Quella batosta ci ha fatto bene. La B è questa: puoi vincere con la prima e perdere con l’ultima in classifica. Vogliamo reagire e riprendere a vincere. Moltiplichiamo le forze per Cittadella, dove dovremo fare una grande prova. Difenderci non è il nostro motto: andremo lassù per i tre punti”. La Vipera chiama di nuovo in causa la compattezza del gruppo quando si parla di possibili penalizzazioni. “Lo spogliatoio chiude la porta di fronte a certe questioni.
Dei deferimenti ho parlato personalmente con Petocchi: in cuor nostro sapevamo che saremmo andati incontro a una possibile penalizzazione. Ma l’ad ci ha rassicurato: chi ha sbagliato pagherà. Meno due, meno tre, poco importa: i punti che ci toglieranno li riprenderemo sul campo”. Ai dorici mancano i tre punti dal 5 gennaio contro la Triestina, ultima partita nella quale l'attaccante empolese ha timbrato il cartellino. “Mi verrebbe da dire che è un caso, anche se io sono un attaccante e i miei gol fanno il bene dell’Ancona. Ultimamente sto sbagliando troppe occasioni, cosa che prima non succedeva. Magari vivo un momento d’appannamento, come tutta la squadra. O forse gli avversari hanno imparato a conoscerci e ci marcano più stretto. E poi non siamo dei robot, non possiamo girare sempre a mille. Ma le cose presto torneranno al loro posto: perché se vogliamo costruire qualcosa di importante, dobbiamo subito ricominciare a giocare come sappiamo”. Il Mastro rispedisce al mittente le voci che lo vogliono lontano da Ancona. "Sto bene ad Ancona e ci resterò fino a giugno. Poi ho altri tre anni di contratto e il futuro si vedrà. Cambiare adesso significherebbe ripartire da zero. Non mi va. Sono tranquillo, penso solo al bene mio e dell’Ancona. E poi di voci ne ho sentite tante: tutti mi vogliono, ma nessuno mi prende. Non ho interesse ad andarmene, a meno che non succeda qualcosa di irreparabile. Un giorno mi piacerebbe giocare in Serie A. Non adesso. Magari lo farò con l’Ancona”.


