MASSONE: "SENZA TRASPARENZA NON INVESTIAMO"
Due giorni fa Angelo Massone è uscito allo scoperto. Il trentanovenne avvocato e agente Fifa, che rappresenta una cordata imprenditoriale interessata all'acquisto dell'Ac Ancona, ha parlato dei circa tre mesi di trattative ancora senza esito. "Lo scorso inverno sia la proprietà che la presidenza dell'Ancona hanno richiesto un mio contributo per aiutare la squadra, che si trovava in una situazione finanziaria molto difficile - dice -. Da amante del calcio e per l'importanza di una piazza come Ancona ho ritenuto opportuno soffermarmi su questa situazione. Poi ci sono stati vari step partendo dal primo, che è stato quello di formare una squadra imprenditoriale di alto livello disposta ad investire". Poi cosa è successo? "Sono stato costretto ad interrompere i rapporti perchè non potevo consigliare a questi potenziali soci di investire in una società in cui non c'era trasparenza - spiega -. Mi riferisco alla possibilità di avere tutta la documentazione societaria e di effettuare una compare due diligence sui conti - prosegue -. Un controllo approfondito delle casse necessario per quantificare l'investimento e fare un piano societario di almeno 3-5 anni".
Come si spiega questa brusca frenata nell'affare? "Evidentemente l'attuale compagine societaria non ritiene utile un intervento esterno e di aver risolto le loro problematiche economico-finanziarie - continua -. Quando si va a fare un investimento imponente, si vuole costruire una squadra importante dal punto di vista imprenditoriale e si vuole entrare seriamente nel business calcistico bisogna fotografare attentamente la situazione economica del club. Io non posso rifarmi esclusivamente alle parole e ai successi che stanno vendendo". Ancona ipotesi definitivamente tramontata? "Abbiamo fatto un'offerta che è scaduta mercoledì - ammette -. E' ovvio che i tempi si stanno allungando troppo, però siamo ancora disposti ad entrare, a patto che ci facciano vedere con trasparenza le carte". Cosa poteva offrire all'Ancona il gruppo che le ha dato mandato? "L'offerta era quella di accollarci tutti i debiti, che sono già molto ingenti. Con i nostri tecnici volevamo solo controllare che non ce ne fossero di ulteriori - conclude -. Avremmo fatto fronte alle esigenze della stagione in corso ed era prevista anche una buonauscita per gli attuali soci".


