MAIS: "L'ANCONA E' IN DIFFICOLTA' ECONOMICHE"
E' durato più di cinque ore il vertice notturno di lunedì tra Flavio Mais ed Enrico Petocchi. Dopo il summit nè il presidente nè l'amministratore delegato dell'Ancona hanno fatto chiarezza sul pagamento dei contributi in scadenza lo scorso 31 gennaio. "Chiariremo questa situazione nelle sedi opportune", ha detto il numero uno dorico. Una cosa è certa: l'Ancona ha un disperato bisogno d'aiuto. "La società è in difficoltà economiche - ammette Mais - anche se non bisogna drammatizzare e servono nuove forze che possano aiutarci a portare avanti il nostro progetto". L'operatore d'impresa anconetano non spara cifre. "Non mi sembra nè corretto nè giusto dire a quanto ammonta il debito dell'Ancona sui giornali - continua -, posso solo ricordare che quella dell’Ancona è una situazione simile a quella di molte altre società". Una scialuppa di salvataggio potrebbe essere rappresentata da quei 3 milioni di euro fermi in Lega per lo sforamento del limite del rapporto tra stipendi e ricavi. Per sbloccarli serve una fideiussione del valore di circa 1.900.000 euro. "Se tutto ciò si fosse verificato qualche anno fa non ci sarebbero stati problemi - dice -, ma la situazione economica è quella che è ed anche gli istituti bancari in questo momento si muovono con circospezione". Mais stima approssimativamente sui 5 milioni la cifra necessaria per far arrivare l'Ancona al termine di questa stagione. "Stiamo cercando di effettuare una pianificazione finanziaria precisa, non è facile stante l'andamento fluttuante dei nostri ricavi". In molti cominciano a battere cassa: calciatori, dipendenti e fornitori. Serve l'ingresso di nuovi soci per un sostanzioso aumento di capitale. Imprenditori locali o di fuori? "Finora tanti pour parler con gente di fuori. Le forze del territorio sono ancora alle finestra ma il mio appello è rivolto soprattutto all’imprenditoria locale ed anche alle istituzioni che avrebbero il potere di canalizzare risorse verso l’Ancona". Mais accoglierebbe ben volentieri aiuti esterni, anche a costo di perdere la maggioranza delle quote. "A fronte di un progetto serio, c’è la disponibilità a rivedere la distribuzione delle quote all’interno dell’Ancona - conclude -. Non ci sono preclusioni, l’importante è che si presentino personaggi fidati e che vogliono il bene di questi colori".


