LA PAGELLA DELL'ANCONA
Di seguito la pagella dell'Ancona dell'inviato di TuttoB.com allo stadio "Del Conero":
Da Costa 5.5: sul gol di Darmian alza il braccio in segno di scuse. Sul secondo gol padovano non compie il miracolo.
Milani 5.5: Renzetti è una bella gatta da pelare e il terzino destro laziale non ci riesce. Meglio in fase di manovra.
Piccoli 6.5 (dal 25'st): conquista un rigore netto, meno che per l'arbitro e il guardalinee. Lascia il segno sulla corsia di destra e sui guanti di Agliardi, che gli nega il gol del 3-2.
Cosenza 5.5: l'andazzo è quello delle partite di Cittadella ed Empoli. Ci mette il fisico ma è in difficoltà, sopratttutto su Gasparetto che protegge bene la palla dall'alto dei suoi 189 centimetri.
Cristante 6: sul primo gol l'errore è nel movimento di tutto il reparto difensivo. Nella ripresa, quando le squadre si allungano, compie un paio di chiusure provvidenziali.
Zavagno 6: Bovo lo svernicia in occasione del secondo gol patavino. Nella ripresa duetta bene con il compagno di corsia Miramontes.
Surraco 5.5: perde troppi palloni e si impelaga in dribbling fuori dall sua portata. Troppo frenetico e pasticcione.
Catinali 7: partita a due facce per il mediano partenopeo. Evanescente nel primo tempo e illuminante nella ripresa, nella quale confeziona i due lanci per la doppietta di Mastronunzio.
De Falco 5.5: complici i dolori alla schiena sforna forse la peggior prestazione stagionale. Ingiustamente fischiato al momento della sostituzione.
Camillucci 6 (dal 19'st): mezz'ora scarsa di buona fattura per il centrocampista ternano. Entra subito in parte.
Miramontes 6: nel primo tempo l'argentino va in letargo. Secondi 45' tambureggianti. Mette in mezzo qualche cross davvero invitante.
Colacone 5.5: è suo il traversone sul palo di testa della Vipera. E' in affanno rispetto al girone d'andata. Soffre la fisicità della retroguardia biancoscudata.
Gerardi sv (dal 21'st): lotta su ogni pallone ma non incide sul match. Ha il merito di tenere comunque in apprensione i difensori ospiti.
Mastronunzio 8: il pareggio è quasi tutto merito suo. Colpisce un legno, realizza il gol della speranza bevendosi letteralmente tre padovani e infine tira fuori dal cilindro un sinistro ad incrociare di alta scuola. E' lui l'anima dell'Ancona.


