Ancona, Petocchi: "Dimissioni? Un taglio netto col passato"
All'indomani del chilometrico comunicato emesso dall'Ancona, torna a parlare l'ex amministratore delegato e consigliere Enrico Petocchi. "Lo spirito essenziale delle cose scritte nel comunicato è che non è pensabile avviare la stagione 2010/11 trascinandosi problemi irrisolti di quelle precedenti - dice -. A prescindere che questi vengano risolti tramite aumento di capitale o altre operazioni altrettanto efficaci, chi dovrà gestire la squadra a partire dalla prossima stagione dovrà poter fare affidamento sulle risorse per la gestione senza pagare qualcosa di pregresso. E' stato deciso di tirare un linea netta tra quello che è successo fino ad ora e quello che succederà"". I perchè dell'addio alla poltrona di amministratore delegato. "Una scelta giusta per togliere qualsiasi tipo di condizionamento sulla programmazione delle stagioni successive - spiega -. Nell'assembla dei soci sono maturate delle condizioni affinchè ci fosse un passaggio effettivo di consegne nei confronti di un organo amministrativo professionale, dove non ci fosse una rappresentanza diretta di azionisti". La riunione dei soci a Milano ha portato anche ad uno snellimento del Cda. "L'assemblea dei soci ha determinato un consiglio estremamente snello ed operativo e una direzione generale che abbia tutti gli strumenti per operare fattivamente nella pianificazione della prossima stagione": A breve Brainpark piazzerà un suo rappresentante nel Consiglio d'amministrazione del club dorico? "Non credo ci sarà alcun ingresso nelle prossime settimane perché il Cda è stato nominato fino all'approvazione del bilancio 2009/10, quindi fino al prossimo autunno". Da Petocchi arriva l'ulteriore conferma del pagamento dei contributi in scadenza il 30 aprile. "I contributi sono stati pagati".
Quale futuro per l'Ancona? "L'ausipicio è che Brainspark e tutti quelli che vorranno unirsi a lei riescano a traghettare questa società verso la dimensione a cui può aspirare, ma dove fino ad oggi non si è arrivati per mancanza di strumenti". Un punto del comunicato fa riferimento al progetto per la costruzione di un campo d'allenamento antistante il "Del Conero". "Il progetto cittadella dello sport non è legato al calcio e non è gestito dall'Ac Ancona, ma fa parte di una strategia molto ampia di cessione del territorio da parte dell'amministrazione comunale - prosegue -. Che poi questo progetto sia compatibile con la realizzazione di un campo d'allenamento è una cosa che ci piacerebbe moltissimo per tenere la squadra vicina alla città anche durante la settimana". Altro discorso è il centro tecnico sportivo. "Qualsiasi squadra ha la sua casa, dove ha una palestra, dei campi, una scuola calcio e probabilmente una foresteria - continua -. Tutte le squadre che vogliono costruire una sostenibilità sportiva, soprattutto con il settore giovanile, devono avere un centro tecnico sportivo che serva anche da ritiro permanente - conclude -. Adesso bisognerà identificare il sito miglore per la realizzazone". Deluso dall'atteggiamento della città, dei tifosi e degli imprenditori locali? "Ogni iniziativa ha una sua storia, che è fatta di elementi sia positivi che negativi - afferma -. Delusioni e soddisfazioni devono essere sintetizzate: una società di calcio dà emozioni che consentono di superare gli incidenti di percorso".


