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Ancona, De Falco: "Ormai pensavamo fosse fatta"

Ancona, De Falco: "Ormai pensavamo fosse fatta"
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Claudio Gallaro
lunedì 30 novembre 2009, 09:27Ancona

“Devo dimostrare qui di essere da Serie A”. Davanti a giornalisti locali e non, nel dopo partita risponde così Andrea De Falco alla domanda se si senta pronto per giocare nel massimo palcoscenico nazionale. Un quesito che incalzava sul ventreenne regista biancorosso anche per la presenza sugli spalti di Antonio Valentin Angelillo, l'oriundo italoargentino recordman dei gol in Serie A con la maglia dell'Inter (33 gol in 33 partite nella stagione '58-'59), oggi osservatore e scopritore di talenti per la società di Moratti. Quell'Inter che nell'estate 2004, dopo le 7 brillanti presenze dell'allora ragazzino De Falco in A con l'Ancona, scatenò una vera e propria asta per assicurarsi le sue prestazioni. Quella volta fu la Fiorentina a vincere la concorrenza. Che Angelillo sia venuto al "Del Conero" per osservare proprio il centrocampista falconarese e per tornare all'arrembaggio? Forse.

“L'estate scorsa mi sono allenato qualche settimana con il Chievo e sinceramente non mi sono sentito così tanto in difficoltà - racconta il numero 20 biancorosso -. Però se fossi rimasto là probabilmente non avrei trovato spazio e quindi ho preferito tornare ad Ancona. Per fare un altro anno di esperienza e per continuare a migliorare. Poi semmai l'anno prossimo ci sarà un'altra chance”.

Magari con la maglia dell'Ancona...

“Magari. Però dobbiamo imparare a sfruttare meglio le occasioni che ci capitano, come quella di oggi”.

Veniamo alla partita allora: come giudica questo pareggio?

“E' il risultato più giusto. Abbiamo affrontato un Sassuolo molto aggressivo per tutti 90 minuti, che ci ha pressato nella nostra metà campo impedendoci di produrre il nostro miglior calcio palla a terra. E' vero, avevamo messo la partita sul binario giusto col 2 a 1 di Mastronunzio a un quarto d'ora dalla fine. Ma loro anche quando sono rimasti in dieci hanno continuato a fare lo stesso tipo di partita: non hanno cambiato atteggiamento e sono stati premiati con merito”.

Come ha detto mister Salvioni, il rimpianto forse è legato proprio a quello spezzone di gara, quando avreste dovuto amministrare il vantaggio...

“In effetti in quel frangente potevamo fare meglio. Dovevamo far girare di più la palla e attendere il momento giusto per affondare. Invece ci siamo fatti sorprendere e abbiamo subito il pari. Credo che oggi sia sentita anche un po' l'assenza di Cristante: senza nulla togliere agli altri miei compagni o a chi l'ha sostituito, quando noi centrocampisti siamo pressati, è lui ad agire da regista”.

Dopo il 2 a 1 può aver inciso inconsciamente un po' di appagamento?

“Noi abbiamo lottato al massimo per tutto l'incontro. Però in effetti inconsapevolmente sul 2 a 1, in superiorità numerica, abbiamo creduto di aver vinto la partita e ci siamo rilassati un po'. Ci era accaduto già con il Piacenza, ma quella volta, nonostante eccessiva sofferenza in 11 contro 9, riuscimmo a portare a casa i 3 punti. Stavolta invece il Sassuolo è riuscito con merito a rimediare il pareggio”.

C'entra niente la vittoria nel derby con questa prestazione non eccezionale?

“Dentro di noi ovviamente c'era grande euforia dopo il successo con l'Ascoli. Ma questo non credo abbia inciso”.

Fonte corriereadriatico.it

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