TUTTO PRONTO PER IL BRESCIA
Lorenzo Casalino
Molto meglio diffidare delle apparenze. «Il Brescia ha perso 3 delle ultime 4 gare ma è ancora lì: vuol dire che la salita decisiva inizia ora e che il Brescia può andare in serie A», ha sorriso a denti stretti Mondonico alla vigilia. Tradotto: questo è un serpente a sonagli. E quindi provarci senza troppa paura, come a Modena col Sassuolo, o provarci senza troppo rischiare, come ad Ascoli? Dilemma tattico, psicologico e statistico, perché il Brescia al Comunale (alle 15,30, diretta su Sky Calcio 7, canale 257) ha finito per suonare spesso i seriani, facendosi suonare una sola volta: ritorno della semifinale playoff, 2-1 bluceleste, «Corea» bresciana. Un 13 al vecchio totocalcio, prima e dopo abbagli (2-2 da 2-0 nel 2005, 1-1 l'anno scorso con Madonna) e batoste (2-3 con Mondo nel 2007, 2-3 con Gustinetti l'anno dopo). E siccome la catastrofica scoppola dell'andata al Rigamonti (1-4) resta la mazzata peggiore del Mondo-ter, la sensazione è che oggi la sua banda penserà a non rimetterci le penne secondo il manuale del saggio: ingabbiare le rondinelle e ripartire in campo aperto.
Copione annunciato e in un certo senso obbligato, dati il terrificante senso per il gol dell'attacco bresciano (Caracciolo-Possanzini, 25 centri in due) e l'assenza-chiave di Bombardini, fermato da un sospetto stiramento all'adduttore. Già fuori Pelizzoli, Sala e gli squalificati Garlini e Cisse, il forfait di Bomba promette di annacquare lo spunto palla al piede negli ultimi 20 metri «costringendo» Mondonico a tornare all'antico: difesa feroce, pressing «basso» e contropiede in spazi ampi, più ampi sono e meglio è.
Il punto è come: ritorno all'antico con la coppia d'oro Cellini-Ruopolo, in campo nel finale, martedì sera col Sassuolo? O variante sul tema dell'andata, Laner trequartista alle spalle di Ruopolo, con uno tra Foglio e Cia accanto all'altoatesino e alle spalle di una punta? Più presenza dentro l'area o più imprevedibilità tra le linee? «Ruopolo (2 gol nelle ultime 2 partite col Brescia, ndr) col Sassuolo è entrato perché a Torri sono venuti i crampi. Non è una questione d'assetto ma di condizione: gioca chi sta meglio e in base a chi gioca varierà l'assetto. Via libera a Laner, Perico e Bernardini? I primi due stanno bene, Bernardini è stato lasciato a riposo col Sassuolo in previsione di questa gara».
E allora? La sensazione è che Mondonico si attenda un Brescia arrembante, incattivito dalla crisetta recente e pungolato dallo scatto del Cesena. E per disinnescarlo confidi sul cambio di gioco di Bernardini, sull'aggressività di Hetemaj in zona-Cordova, sul progressivo feeling di Passoni al centro della difesa e sugli inserimenti senza palla dei centrocampisti negli spazi aperti da una o (presumibilmente) due punte. La certezza è che il coccolone del Rigamonti Mondonico non l'ha dimenticato. E il ricordo dell'azzardo fallito, l'ingresso di Ferrari per Laner sull'1-1, sembra fatto apposta per baciare in fronte l'operazione- prudenza. «A Brescia per un tempo tenemmo in scacco le rondinelle, poi pagammo l'ingresso di Caracciolo e soprattutto il tracollo fisico della ripresa. Oggi fisicamente siamo pronti e non è più blasfemo rinunciare al 4-4-2».
Non sarebbe stato futile avere il jolly Cisse, magari a partita in corso, ma il rosso di Modena ha tagliato la testa al toro. Non l'irritazione di Mondo («Cisse? Ha detto che l'arbitro è stato razzista: non so se sia una giustificazione o una battuta, ma la sua espulsione col colore della pelle non c'entra nulla») ma tanto fa. Al dunque, serve un passetto per puntellare la classifica, serve un colpo d'ala per far volare un po' più le rondinelle. Serve un sorriso per rifare il nido al Comunale.


