PASSONI: "PRONTO PER IL SASSUOLO"
Lorenzo Casalino
«Sì, ho pensato male, poi ho preso le misure e mi sono divertito. Sassuolo? Io mi ricandido». Libero. Anche di sorriderci sopra, ora, ma nei primi 20' ad Ascoli Dario Passoni dice di averlo visto grigio, il suo ritorno al futuro. Lui, «volante» di un centrocampo a 3, al centro della difesa con licenza di staccarsi. Come da ragazzo nelle giovanili dell'Inter, prima di liberarsi venti metri più avanti.
Qui comincia la seconda carriera: ci ha pensato?
«No, se è iniziata è figlia dell'emergenza. Senza Sala, Mondonico ha ritenuto che io fossi il più adatto a dirigere la difesa a tre. Dico la verità: mi sono divertito, eccetto che all'inizio».
Tremendo: contatto da rigore su D'Agostino, manina da rigore ignorata su Bernacci.
«Mamma mia, anche se uno scotto alla novità era inevitabile. Erano vent'anni che non giocavo in questo ruolo, dovevo prendere confidenza con i compagni e con gli avversari».
E coi rigori...
«Il primo fallo non c'era assolutamente, il secondo, quello ignorato, era netto».
Da lì è iniziata la sua partita, regista arretrato: rischi pochi, errori rari, palloni gestiti molti.
«Era quello che mi chiedeva il mister, coi rischi annessi, perché a me piace giocare la palla sempre. Ma dopo l'avvio-choc sono entrato nella parte e nella ripresa abbiamo rischiato pochissimo».
Troppo poco per non parlare di occasione persa, ha detto Bombardini: concorda?
«Sì, abbiamo lasciato due punti, anche se non perdere ad Ascoli era fondamentale e lo stesso vale col Sassuolo».
Con Passoni libero?
«Se occorre, ben volentieri. Non è così diverso giocare 20 metri avanti o indietro».
Magari è l'unico modo per vedervi contemporaneamente in campo, lei, Bernardini e Previtali.
«Credo di sì, la convivenza di noi tre in mediana la vedo difficile».
Sassuolo. Difficile per lei dire Pioli e non sorridere.
«Verissimo. Ho avuto Pioli allenatore a Piacenza e mi chiedo perché sia ancora in B. È bravissimo nel gestire il gruppo costruire la squadra e farla giocare».
In contropiede, per dirla con Mondonico. Il Sassuolo vola soprattutto in trasferta, l'AlbinoLeffe anche.
«È la regola di questo campionato, mai così livellato. Sulla carta il Sassuolo è più forte, ma noi siamo assolutamente imprevedibili. E prima di Brescia e Gallipoli ci serve almeno un punto».


