LAYENI: "PRONTO PER IL BRESCIA"
Lorenzo Casalino
«Fortuna che sono un freddo». Brr, iena per caso, dice lui, ma per fortuna dell'AlbinoLeffe è una iena ridens. Stefano Layeni, detto la iena «per un gioco di parole col mio cognome», avrebbe sorriso lo stesso, «perché fare il vice di Pelizzoli è un'occasione per imparare». Ma la schiena dolens di Pelizzoli lo ha scaraventato in campo col Sassuolo a dieci minuti dal via. E il sorriso ora è una bella risata.
Piange il Sassuolo: Layeni migliore in campo se l'aspettava?
«È andata bene, l'unico rammarico è il palo di Bombardini nel finale. Avremmo potuto persino vincere, ma il pareggio ci sta».
Per demerito di Quadrini e due grossi meriti suoi: volo con respinta sul palo e opposizione in piedi sul sinistro a botta sicura. Esempio di non-intervento determinante...
«Per assurdo il più importante: sono rimasto in piedi fino alla fine e ciò ha costretto Quadrini ad allargarsi, ma sono stati bravissimi Cioffi e Passoni a precipitarsi sulla linea di porta chiudendo lo specchio a Quadrini. Bravi e fortunati: avevamo sbagliato il fuorigioco, uno dei pochissimi errori della nostra difesa».
Bruniera ha detto che lei è stato decisivo.
«I complimenti vanno ai miei compagni di reparto: abbiamo concesso veramente poco».
Anche Pelizzoli a lei, prima dell'infortunio di Modena: 9 partite, l'ultima col Torino il 13 febbraio. Meno di quanto si aspettasse?
«No. Pelizzoli è un grande portiere, per questo faccio il secondo con serenità: ho l'occasione d'imparare anche se giocare con continuità è un'altra cosa».
Anche i nervi tesi: sbrigati, tocca a te, le hanno detto a distinta già compilata. Allora è vero che lei è un freezer.
«Sì, sono più finlandese di Hetemaj. Battute a parte, essere pronto è il mestiere del secondo e non è sempre andata bene: a Brescia (1-4) e col Modena (0-3) non ero soddisfatto».
A rimborsarla potrebbe provvedere il Brescia-bis, domani al Comunale. Pelizzoli permettendo.
«Non so se Ivan recupererà o toccherà a me».
Facciamo che tocchi a lei...
«Sarà bello rigiocare contro il Brescia. La gara d'andata (1-4) non l'ho dimenticata».
Facciamo che tocchi a Pelizzoli…
«Nessun problema. Tra noi c'è un rapporto ottimo e ruoli chiari».
Visto da portiere, che ruolo ha avuto Passoni nella tenuta difensiva delle ultime due partite?
«Notevole ed è una grande sorpresa. La difesa col Sassuolo (Luoni-Cioffi-Passoni-Piccinni) era un inedito, e Dario (Passoni) gioca dietro da due settimane. È una soluzione che ci dà equilibrio, in attesa di Sala e Bergamelli».
In attesa del Brescia si è chiesto perché una squadra con Caracciolo e Possanzini, 25 gol in due, non abbia già un piede in serie A?
«Me lo chiedo sì e rispondo che il Brescia è l'emblema di questa serie B. Indecifrabile e a volte illogica».
È logico pensare che l'anno prossimo, con Pelizzoli tornato in lidi più ambiziosi, lei possa essere la iena dell'AlbinoLeffe?
«È uno dei miei obiettivi. Il primo è la salvezza, il secondo è restare qui, in B, da protagonista».


