HETEMAJ SPRONA L'ALBINOLEFFE
Lorenzo Casalino
Alla fine anche il Devoto-Oli, inteso come dizionario, si è arreso: nemmeno l'italiano, inteso come lingua, lo ferma più. «Questo gol è per mio padre e per la squadra. Ora che ho trovato più "confidence" non mi pongo limiti». Prodigi pasquali.
Il limite di Mehmet era un vocabolario e quel gioco italiano «very tactical», che in estate gli annodavano i pensieri e il piede. Lui sorrideva: tranquillo AlbinoLeffe, ho imparato il greco, diceva in inglese, imparerò anche l'italiano, verbi e diagonali.
Otto mesi dopo, il nuovo Mehmet Hetemaj, mastino finlandese d'origine kosovara sbarcato sul Serio dalla Grecia, è un bomber inedito che sorride. E dice, in italiano spedito, che il primo gol in bluceleste è la colomba di una vita nuova.
Midfielder-defender, centrocampista difensivo, diceva la sua scheda: ma il gol di Lecce al Gallipoli aveva un timing da centravanti..
«Non lo sono. Ho scelto un momento importante per il mio primo gol in Italia. Mio padre sta meglio, ma è ancora in ospedale. Questo gol è per lui».
Un evento epocale: un gol col Hjk Helsinki, anni fa, poi più nulla, raccontano i suoi biografi..
«Uno col Panionios (il club greco dal quale Mehmet è arrivato in Italia in prestito, ndr) per la verità l'ho fatto, ma in effetti sono un giocatore da 2/3 gol a stagione, quando va bene».
Ora per lei le cose stanno andando benissimo: continuità, personalità, sicurezza. Il gol è la sua consacrazione?
«Col Brescia ho giocato meglio. Il gol al Gallipoli è un bel premio, ma è anche la conseguenza di un cambiamento, personale e della squadra. Sento più fiducia e ho più fiducia in me stesso, gioco con più continuità e mi sento più libero mentalmente, più a mio agio fisicamente».
Anche tatticamente: il mastino aggressivo ma poco propositivo d'inizio stagione non c'è più, ora lei cerca persino la porta. Era solo una questione di lingua?
«No, sto capendo meglio il calcio italiano e il nostro tipo di gioco, che cerca le punte in verticale, mi facilita il compito. Prima con la palla non sapevo cosa fare e mi limitavo a giocarla in orizzontale, ora ho più idee e più fiducia nel metterle in pratica. Però so che devo migliorare: devo giocare più semplice, più preciso e devo cercare di più la porta».
Anche quella degli uffici dell'AlbinoLeffe: lei è in prestito con diritto di riscatto, che farà?
«Se dipende da me resto qui, al Panionios non voglio tornare. Qui sto imparando un altro calcio e ho un sogno».
Un gol al Cesena?
«No, arrivare in serie A. La strada è lunga, ma credo possibile».
Possibile che l'AlbinoLeffe chiuda la questione-salvezza entro fine mese? Vorrebbe dire fare 8-10 punti tra Cesena, Grosseto, Modena e Frosinone...
«Chissà. Io spero nei playoff, ma come si dice qui, vinciamo una partita alla volta».


