Cellini: «Dopo il mio gol ci siamo sbloccati»
Lorenzo Casalino
«E' un punto che vale più di un punto». Lo dice col sorriso Marco Cellini, lo sottoscrive raggiante Dario Bergamelli. Se il punto che vale più di un punto tiene a galla l'AlbinoLeffe il merito è loro, il bomber e l'(ex) matricola, da ieri nuovi gemelli del gol. Una zampata sottomisura, una capocciata in acrobazia e il fantasma dei precedenti cigolare lontano. Cellini cercava un modo per esorcizzare la macumba Grosseto (rigore sbagliato e infortunio l'anno scorso), Bergamelli il modo per dimenticare la beffa di Cittadella (1-2), quel primo, inutile e finora unico gol. «Questo gol è una rivincita dopo la giornata nera dell'anno scorso – attacca Cellini, capocannoniere bluceleste a quota sette -, ma soprattutto ha dato il la alla rimonta anche se le sensazioni iniziali non erano buone. Fino al 2-1 la prestazione è stata deludente, abbiamo subito senza creare nulla. Dopo il mio gol ci siamo sbloccati, e questo è un punto che vale più di un punto. Sul 2-2 potevamo persino vincere, ma per come si erano messe le cose, va bene così».
Le cose si erano messe male subito, almeno da centrocampo in su, con Cellini e Ruopolo in solitari e vana attesa di assistenza. Ma il bomber non attacca il modulo. «E' questione di atteggiamento. Nel primo tempo eravamo bloccati, ansiosi ed è questo atteggiamento che non va: non dobbiamo avere paura». Non a Salerno. «No certo, ma non mettiamoci pressione non è scritto che dobbiamo vincere per forza. Dovremo essere compatti, ripartiamo dall'ultima mezzora di Grosseto».
La ripartenza di Bergamelli è stata fulminea. Non partiva titolare da un mese e mezzo (0-0 col Sassuolo, poi l'infortunio), non aveva mai giocato con Luoni, non segnava dalla seconda giornata, a Cittadella, fine agosto. «Sono felicissimo, per il gol, per il risultato, per le buone sensazioni in campo con Luoni», parte a razzo Bergamelli. Il gol è con dedica («A Beatrice, la mia nipotina, e a mia sorella Alessandra»), il sorriso è per la reazione. «Col modulo iniziale abbiamo contenuto bene ma abbiamo faticato a creare, a trovare le geometrie in mezzo al campo – spiega il difensore -, la svolta è arrivata col gol di Cellini e il ritorno al 4-4-2. Abbiamo ritrovato movimenti e tempi di gioco». E l'intesa dei giovani, Bergamelli&Luoni, un avviso ai titolari. «Ci siamo incoraggiati a vicenda, ci siamo trovati benissimo. Un bel problema per Mondonico? Speriamo, la palla passa a lui. Noi ci siamo, ora mi auguro che questa sia stata la reazione giusta, quella della svolta».


