BERNARDINI: "FELICE DI ESSER TORNATO A CASA"
Lorenzo Casalino
È tornato col sorriso. «Tornato? In realtà non me sono mai andato. Sono felice di essere qui, mi manca solo il campo». Prima lezione del Professore: casa non è un modo di dire, è il richiamo della foresta. Rimbomba dentro e hai voglia a dire forse, anche se la foresta ha cambiato colori, sapori, categoria. Non tamburo. Dalla foresta di Bergamo, ramo della Valseriana, lo chiamano da due anni, a intervalli regolari. Bernardini, qui è l'AlbinoLeffe: perché non torni a casa? Ora Antonino Bernardini, già Professore dell'Atalanta di Mandorlini, Delio Rossi, Colantuono e Del Neri, dice che da casa, a Bergamo, non si è mai mosso. Logico che nella foresta bluceleste prima o poi mettesse piede e voglia di rimarginare cicatrici vicentine. «È passato un anno dall'infortunio (rottura del legamento crociato del ginocchio destro), in estate ho rifatto la preparazione, poi mi sono capitate situazioni particolari. A Vicenza stanno smobilitando, quando ho capito che c'era la possibilità di arrivare all'AlbinoLeffe, ho spinto per venire qui».
Diplomatico, il Professore, nei toni e negli aggettivi. Non dice che le «situazioni particolari» a Vicenza erano una sorta di guerra dei Roses con Maran e la società. Dice che l'aria di casa, quella sì, è stata balsamo e tonico, più dei sei mesi di contratto «e a giugno vedremo», più dell'incognita-campo (ultima partita il 15 novembre con l'Ancona, toh, prossimo avversario dei seriani), più della classifica bluceleste, che volge al bello dopo mesi sotto l'ombrello. «Avevo altre squadre, ha vinto la voglia di tornare a casa, la conoscenza dell'ambiente - spiega il regista -. Conosco la realtà AlbinoLeffe, è un gran gruppo: ritrovo Sala dai tempi dell'Atalanta (insieme nella stagione 2004-2005), Perico e Cisse che allora erano nelle giovanili, Foglio da Vicenza. Ho scommesso con me se stesso e col presidente, sono felice di essere qui».
Felice e sfacciatamente prudente. Sui tempi di recupero e sulla concorrenza. «Atleticamente sto bene, mi manca la partita: centrocampo affollato? Non mi sono mai messo in campo da solo». Sulla classifica. «Salviamoci, ma per natura guardo sempre avanti». Avanti, per un po', nella testa del Prof c'è stata l'Atalanta. Perché prima del tam tam seriano, l'estate bergamasca di Bernardini ha avuto bagliori nerazzurri. «Sì, un contatto in estate c'è stato e con Gregucci sarei tornato volentieri. Ma non se ne fece nulla. Questa Atalanta può salvarsi: ha più mezzi delle concorrenti, sono convinto che ce la farà».
Nel frattempo il Professore cercherà di convincere Mondonico e la dirigenza bluceleste che la nuova lezione è una scommessa intrigante. «Cioffi e Bernardini daranno qualcosa in più - sorrideva Mondo - e chissà che alla fine non si cambi modulo o non se ne aggiunga un altro». In nome di cosa? «Qualità - ammette il diesse Aladino Valoti -. Il ragazzo è voluto tornare a Bergamo, noi abbiamo preso al volo l'occasione: non potevamo mancarla». Troppo forte, il richiamo della foresta.


