AlbinoLeffe, una vera "domenica bestiale"
Federico Errante
Lo aspettavamo da tempo, lo volevamo, lo pretendevamo, lo cercavamo e sapevamo che poteva arrivare un AlbinoLeffe così. Personalità e umiltà, grinta quella giusta, serenità, tecnica sciorinata in un giusto mix con il senso pratico, forza di gruppo, insomma tutto quello che il Mondo chiedeva alla vigilia. Lui, vecchia volpe, lo sapeva che questa era la partita giusta per ripartire. Perché l'avversario era di livello, ma ferito; perché è nelle difficoltà che questa squadra sa dare il meglio.
E il Novara? il Novara ha atteso sin dai primi minuti, ha colpito per primo andando in vantaggio ma si vedeva che in campo c'era soprattutto la Celeste. La Celeste che pesca dal cilindro il goleador che non ti aspetti, quel Bergamelli che svetta non una ma due volte, rimonta e porta la sua squadra, pardon il suo squadrone, avanti 2-1. L'AlbinoLeffe poi si chiude? No, neanche per sogno: tiene il pressing alto, non fa giocare il Novara, attacca forte sulle fasce con Piccinni da una parte e Zenoni dall'altra. Davanti Cocco e Grossi mandano in tilt la difesa azzurra. Tesser è preoccupato, si vede e ne ha motivo. Perché la sua squadra non reagisce, non c'è oggi, o meglio, c'è troppo AlbinoLeffe in campo. E ce n'è così tanto che trova anche il gol che ammazza la partita, con Cocco abile a sfruttare una dormita (un'altra) di difesa e portiere. L'AlbinoLeffe si limita a mettere ordine in campo, a gestire e amministrare, a controllare e a godersi questa vittoria. Una vittoria che permette alla squadra - pardon, allo squadrone - seriano di prendere una grossa boccata d'ossigeno e guardare con più serenità al futuro.
E c'è anche un motivo in più per gioire: il team del presidente Andreoletti risponde al patron atalantino Percassi, che aveva detto "L'AlbinoLeffe in Lega Pro? Ma no!", fermando una diretta concorrente dell'Atalanta. Bergamo unita, meglio di così.


