AlbinoLeffe-Reggina 2-0, il commento
Lorenzo Casalino
Due a zero all'Empoli, 2-0 al Padova, 2-0 anche alla Reggina. Sotto a chi tocca! L'AlbinoLeffe infila i piedi nei calzari alati di Mercurio e vola leggiadro verso il centro della classifica. Questa volta la vittoria nasce da dietro, nel senso che a gettarne le basi è Pelizzoli, tornato finalmente ai livelli di rendimento che, qualche anno fa, gli erano valsi la convocazione in Nazionale. Il portiere bluceleste, dopo due soli minuti, vola a neutralizzare un calcio di rigore di Cacia, il quale si era procurato la massima punizione costringendo l'ingenuo Hetemaj a una trattenuta avvenuta probabilmente fuori dall'area.
Su quell'episodio l'AlbinoLeffe costruisce il suo splendido pomeriggio. Ne trae infatti coraggio e sicurezza, mentre la presuntuosa Reggina ne esce condizionata. Ma a frastornare la Reggina, più che l'episodio del rigore fallito, è soprattutto la felice giornata dei bergamaschi, che ancora una volta Mondonico guida con la consumata perizia. Il tecnico di Rivolta sorprende già in partenza il collega reggino, disponendo la squadra né con lo sbandierato 3-5-2 e nemmeno col vecchio 4-4-2. Di fatto, schierando a sorpresa Cia al posto di Foglio, il furbo Mondo agisce con una sorta di 3-4-3, perché Cià gioca sulla stessa linea di Ruopolo e Cellini, talvolta addirittura più avanti.
Sta di fatto che Previtali-Hetemay in mezzo al campo e Garlini-Cristiano sulle fasce, arrivando primi sul pallone grazie a un'eccellente condizione che li porta a vincere tutti i confronti diretti, garantiscono un possesso di palla e una spinta che permette ai tre attaccanti di puntare i difensori avversari e giocarsela nell'uno contro uno. Nascono così le premesse del primo gol, che arriva prima della mezzora, dopo che Pelizzoli ha compiuto la parata più difficile della giornata (oltre al rigore) distendendosi sulla sinistra per deviare in corner un tiro da fuori di Pagano. Il gol, dicevamo. L'azione parte da Cellini, che libera Cia al limite dell'area: finta e destro secco che Marino non trattiene, irrompe Ruopolo per il tap-in vincente.
La Reggina, cui nessuno deve avere ancora mostrato la classifica, gioca con la smaccata supponenza di Mastro don Gesualdo, che pasteggia a caviale e champagne e non si accorge di avere le pezze sul sedere. L'AlbinoLeffe operaio, invece, macina corsa e gioco con crescente continuità. Poco dopo il gol, il Mondo fa di nuovo il gioco delle tre tavolette sotto il naso di Iaconi: costretto a sostituire l'infortunato Cia, non lo cambia con Foglio, come ci si sarebbe aspettato, bensì con Passoni. A quel punto passa a un classico 3-5-2, nel quale Passoni, Previtali e Hetemay formano la cerniera centrale: un accorgimento che consente di parare la mossa della Reggina, che intanto ha sostituito Santos con Missiroli, il quale va a incrociare, poveraccio, Troncodipino Garlini. Il quale non solo francobolla il nuovo entrato, ma va addirittura a sfiorare il gol nel finale di tempo.
Ma è questione di minuti. Al rientro dall'intervallo, l'AlbinoLeffe si mostra deciso a chiudere i conti in fretta. Una ribattuta sulla linea di Rizzato su girata di destro di Cellini, imbeccato da un corner di Previtali, è la premessa al gol che arriva di lì a qualche minuto e merita di essere descritto, perché è un capolavoro di coralità. Scende Passoni che, dalla destra, fa spiovere dalla parte opposta dell'area un cross lunghissimo, sul quale si avventa Cristiano: controcross teso di sinistro in mezzo all'area dove l'irrompente Ruopolo calcia al volo centrando in pieno Marino. Lo stesso Ruopolo, rapace come un aquilotto, si avventa sulla palla che danza fra lui e il portiere e la scarica in porta per il meritato 2-0.
Prima della fine c'è ancora tempo per annotare uno sgambetto di Cristiano a Pagano, non sanzionato, un sinistraccio di Foglio (subentrato a Hetemaj) fuori di poco e un altro sinistro, questa volta alto, dello stesso Foglio a conclusione di un sombrero sulla testa di Costa.


