ALBINOLEFFE, PERICO: "CI RIPROVIAMO CON IL TORO"
Lorenzo Casalino
«Abbiamo perso perché abbiamo voluto stravincere, ci servirà da lezione: col Torino dovremo essere più umili». Presuntuosi no, leggeri sì, troppo, a sproposito e a mani vuote. È l'insostenibile leggerezza di Ancona e neppure la fascia di capitano fa sorridere Gabriele Perico. Neppure l'AlbinoLeffe volante fa eccezione alla regola del babau: quattro tentativi, quattro ceffoni. «Ma stavolta è diverso».
Stavolta è stato un harakiri: 1-0 dopo 50 secondi, in superiorità numerica per 45 minuti.
«Sì e il brutto è che ad Ancona abbiamo fatto molto più per vincere rispetto alle cinque partite precedenti, tutte vinte. Al di là dei contropiede finali, le occasioni da gol sono state tutte nostre e nitidissime. Questa era una partita da vincere».
Persa quando e perché?
«In 11 contro 10, perché non abbiamo capito che cosa dovevamo fare. Avremmo dovuto mantenere lo stesso saggio atteggiamento del primo tempo e poi cambiare passo nel finale. Invece ci siamo fatti prendere dalla foga, avanti a testa bassa».
E praterie per il contropiede dorico: Mondonico ha detto che avete preso gol in quattro contro due…
«Vero. Sul gol io e Cioffi eravamo due contro due e io ho sbagliato posizione. Sono rimasto spiazzato dalla velocità con cui l'Ancona è arrivato in area da una rimessa laterale. Io ho recuperato, ma c'era spazio tra me e Cioffi e mi ha sorpreso la traiettoria della palla di Mastronunzio: l'ha toccata di punta, è stato bravo e fortunato. In ogni caso ho sbagliato».
L'errore della squadra si chiama presunzione? In 11 contro 10 sembrava che il gol dovesse arrivare per inerzia.
«Non presuntuosi, leggeri. I cambi erano fatti per vincere la partita ed era giusto provarci ma senza rischiare di perderla. Dovevamo stare in campo come se nulla fosse cambiato, invece abbiamo concesso all'Ancona il contropiede. E l'Ancona vive di contropiede».
Cioffi, Bernardini, Bombardini, insieme e subito, è stato il contropiede di Mondonico: l'esperimento è fallito?
«No, hanno fatto una buona partita e alla lunga la loro qualità e la loro esperienza ci saranno utili. Senza dimenticare chi c'era già e ci ha dato una grossa mano ad arrivare fin qui».
Da qui come si riparte? Ricominciando a guardarsi alle spalle?
«Un passo alla volta: prima la salvezza, poi se avremo la chance proveremo a coglierla. Ad Ancona ci è mancata la cattiveria delle ultime partite, ma questo ko è una grandissima lezione per tutti: se abbassiamo la guardia, siamo terribilmente vulnerabili».
Non il miglior viatico alla gara di sabato col Torino: dopo un ko in 11 contro 10 c'è da perdere fiducia.
«No, anzi, avremo più rabbia, perché sappiamo di aver buttato un'occasione. Il mercato di gennaio forse ha tolto qualità al Toro ma ha portato più entusiasmo e l'entusiasmo ora è fondamentale. Ma noi, a pari punti coi granata, abbiamo il dovere di provarci».
Lei in particolare: Torino avrebbe potuto essere, magari sarà la sua nuova dimensione.
«Sinceramente: il Toro mi ha cercato, ma non c'erano le condizioni. Sono felice di essere rimasto e sarò felice di giocare questa partita».


