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AlbinoLeffe, nuvoloni cupi sugli scontri diretti

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Federico Errante
martedì 17 gennaio 2012, 08:50AlbinoLeffe
autore Federico Errante
17.01.2012 08:50AlbinoLeffe
FotoTuttoB.com
© foto di Alberto Mariani/TuttoAtalanta.com

L'orizzonte dell'AlbinoLeffe sullo sfondo degli scontri diretti? Altro che celeste. Alla prima giornata di ritorno, con l'assedio alla Cittadella timidamente tentato e non riuscito, anche il colonnello Giuliacci, da profano in materia pallonara, non avrebbe difficoltà a scorgere una spessissima coltre di bigiognolo. Il matchball rimasto in canna al destro tremebondo e centralissimo di Domenico Germinale sul penalty potenzialmente decisivo addensa ancora più cumulonembi dai toni cupi sulle prospettive di salvezza dell'allegra e bizzarra banda seriana. In versione signora suicidi, si direbbe, e non solo per quel tiro dal dischetto infrantosi sul piedone dell'ex interista Cordaz quando ormai infilare la berta avrebbe significato assestare il colpo del knock out. E così la rincorsa al successo, in un campionato da otto pareggi e nove sconfitte, rimane ferma al palo anche contro l'onesto natante rabberciato da Claudio Foscarini che non assomiglia a una corazzata nemmeno ad alzare il gomito.

Sta di fatto che, anche considerando il legno colto da Foglio alle soglie del recupero, i ragazzi di Daniele Fortunato alla vittoria non hanno fatto il callo nemmeno per ipotesi. Solo cinque in totale su ventidue allacciate di scarpe, poca roba davvero. La tattica reinventata dallo stratega garantisce sicuramente molta più protezione alla difesa, benché la diga Hetemaj non possa automaticamente preservare la retroguardia dal rischio di crepe e di conseguenti imbarcate. Ma il problema non è lo schieramento, quanto la pericolosa desuetudine alla posta piena in palio. Con l'affermazione franca e indiscutibile che era lecito attendersi al giro di boa, i portacolori della Valseriana che stravede per quell'attrezzo da divertimento sferiforme si sarebbero lasciati alle spalle Crotone e Livorno, pigiando l'acceleratore in direzione di una zona della graduatoria più tranquilla. Invece siamo sempre lì: sestultima piazza, ma quattro contendenti alla permanenza in cadetterìa nel giro di due punticini risicati.

Del resto il quarto risultato nullo di fila tra le mura amiche non poteva portare nulla di buono. Le altre del lotto si affannano a metterci una pezza al calciomercato di riparazione e magari travolgono l'avversario di turno con la virulenza di un rullo compressore - vedi la quaterna del Gubbio al Grosseto -, mentre dalle parti di Zanica si sfonda il muro di un inspiegabile silenzio stampa - rotto nel dopogara solo dal mister e dal diesse Aladino Valoti - solo per smentire acquisti e cessioni. Non si muove foglia che il front office non voglia, insomma, e non è che sullo spartito verde gli orchestrali prezzolati vadano al di là di qualche assolo. Tecnicamente parlando, manca l'uomo d'ordine reclamato dallo staff, magari in grado di inserirsi tra le linee ed accendere la miccia, anche se affidare all'esperienza e ai polmoni di Simon Laner un ruolo del genere non pare proprio una bestemmia.

I discorsi su moduli e idee da tradurre in campo in qualcosa di concreto, nondimeno, stanno a zero. Non è nemmeno questione di ritrovare una compattezza mai smarrita, visto che tutti gli elementi della rosa chiamati a dire la loro si cercano e non lesinano l'aiuto reciproco. Andrea Cristiano, in particolare, s'è smazzato senza batter ciglio tutti i ruoli dalla mediana in su disimpegnandosi allo start anche da esterno basso. Un capitano degno della fascia che indossa, in attesa del rientro di Roberto Previtali. Qual è, allora, il punto dolente? Chiunque l'avrà già letto fra le righe: la scarsa confidenza coi bottini che contano. Specie contro chi ha fame e vorrebbe continuare a sedersi alla mensa della serie B. Delle cinque vittorie fin qui conquistate, solo tre sono arrivate da rendez-vous con le "disperate". Ma il contraltare degli exploit con Modena, Ascoli e Brescia è il fieno in cascina perso per strada con gli stessi granata (sconfitta in Veneto, del ritorno a Bergamo s'è già disquisito), col Vicenza (ko in terra berica), con la Nocerina (2-2 casalingo), col Gubbio (occhiali sotto la Maresana) e col Crotone (sconfitta in casa in inferiorità numerica). Ora due incontri decisivi: a Grosseto per non apostrofare la Maremma con i soliti attributi suini, con il Bari per ripetere il miracolo corsaro del girone d'andata. In bocca al lupo, ma a volte bisogna sforzarsi di stanarlo.

Fonte: www.tuttoalbinoleffe.com - Simone Fornoni

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