AlbinoLeffe, Mondonico: "Ce l'abbiamo messa tutta"
Federico Errante
Emiliano Mondonico non gioca mai contro il Torino, ma con il Torino. Per il baffo di Rivolta è stato l'ennesimo rendez vous con la sua ex squadra, quella squadra con cui ha scritto pagine epiche di calcio. È andata male all'AlbinoLeffe, uscito sconfitto nonostante una prestazione buona. “Loro hanno avuto sin da subito grandi occasioni e sono stati bravi a fare gol - analizza Mondonico -, da parte nostra c'è stato grande impegno, meglio di così non potevamo fare. C'è amarezza, ma è una condizione che si è ripetuta troppo di frequente durante l'anno. Abbiamo preso gol a difesa schierata, e avevamo anche provato a vincere. Vince anche chi sfrutta le occasioni”.
Rimpianti?
“No, ce l'abbiamo messa tutta. Rimpianti no, c'è però rammarico”.
Cos'è cambiato dopo il pari?
“Avevamo messo Foglio per sfruttare la sua velocità, che può fare la differenza. Nell'ultima mezz'ora soffriamo sempre un calo di Cocco, che paga il lavoro di sostenere da solo l'attacco. Purtroppo i cambi obbligati non ci hanno permesso di inserire Torri per dare più freschezza all'attacco”.
Credeva di poter fare risultato?
“Ci abbiamo creduto sempre, altrimenti non avremmo nemmeno disputato il secondo tempo”.
Perché Previtali è partito dalla panchina?
“Perché in 12 non possiamo giocare. Oggi è rientrato Hetemaj, abbiamo accentrato Piccinni per sostituire Bergamelli e ho scelto Girasole perché è l'unico con caratteristiche offensive”.
Qual è il problema principale dell'AlbinoLeffe?
“Il gol lo facciamo sempre, ma purtroppo lo subiamo anche: è il nostro destino. Ora la classifica si fa abbastanza dura, col Cittadella sarà una gara tutta da vivere. Speriamo di non prendere gol”.
La classifica fa paura?
“Ora siamo tornati nella normalità. Fino ad oggi eravamo fuori dalla zona retrocessioni, ed il nostro destino dipendeva solo da noi: ora bisognerà convivere la normalità, che per noi è la lotta per non retrocedere. I playout sarebbero un risultato già positivo. Lo sapevamo già dall'inizio della stagione che sarebbe stata dura”.
È possibile che la posizione in classifica porti più stimoli per far bene?
“Più stimoli? Più di quelli odierni non era possibile, ma dobbiamo avere la consapevolezza di continuare così”.
A Cittadella sarà una battaglia?
“Battaglia? Non sarà determinante, perché la matematica non è un opinione. Certo, la loro vittoria a Reggio Calabria è importante...”
Come ha visto il Toro?
“Ha fatto la sua partita, con umiltà, ha potuto sfruttare le qualità di Pagano. Ha buoni giocatori, capaci di risolverti le partite, ed ha finalmente trovato lo spirito di Lerda. La ruota è girata, ci sono tutte le premesse per far bene”.
Vincere senza Bianchi è un buon segno?
“Quando vinci c'è sempre un segno positivo”.
Perché Mondonico è il simbolo dell'allenatore da Toro?
“Perché Mondonico ha alzato la sedia”.
Se a giugno arrivasse un nuovo presidente al Toro e chiamasse Mondonico per ripartire, accetterebbe?
“Mi auguro di potergli rispondere”.


