AlbinoLeffe, Malomo: " Grande collettivo"
Federico Errante
Una colonna di granito con ciuffo biondo, per chiudere con la zip una difesa che continua imperterrita a conservare il malvezzo di aprire saltuarie autostrade davanti agli avversari. Alessandro Malomo, sfornato dal vivaio romanista e sottratto alle battaglie pratesi in quota Lega Pro, alla sua seconda apparizione ha convinto tutti. Il regista della terza linea che l'AlbinoLeffe andava cercando dopo il pensionamento di Gigi Sala è lui. La vittoria casalinga rompighiaccio della Celeste contro il Modena è valsa una conferma delle toste qualità di mastino della navata del centralone romano.
Allora, Alessandro: alla seconda partita su quattro, con te come punto fermo avete fatto centro.
“E io ne sono più che lieto. Non che a Cittadella avessimo demeritato, per carità. Ma questa è la nostra seconda vittoria di fila, segnale chiarissimo che le cose stanno girando per il verso giusto”.
La retroguardia, che soffre di problemi cronici, ha dimezzato la media di gol presi. Ma anche con i Canarini la disattenzione quasi fatale è arrivata puntuale...
“Il pari ospite ha avuto una dinamica un po' strana. C'è stato questo spiovente dall'out con Bernacci che ha preso il tempo a tutti mandando la palla sul palo, e poi quel cross con la punta della scarpa di Fabinho con Bernacci che era praticamente dentro la porta. Secondo me poteva starci il fuorigioco, ma forse Piccinni era in linea. Pazienza”.
Gli automatismi del tuo reparto sembrano sulla via dell'affinamento. Come tamponare le falle residue?
“Attenzione, non è che sia sempre colpa della difesa se prendiamo gol e subiamo occasioni. A parte che oggi ci siamo espressi su livelli ottimali come il resto della squadra, semmai sotto i raggi X bisognerebbe passare l'intera fase di copertura. Il calcio è uno sport collettivo, se le palle arrivano verso l'area è perché magari non c'è il filtro necessario. Ma non mi va di sottolineare i presunti difetti quando si vince in modo convincente”.
Tu godi di ottime credenziali. Fortunato sta facendo girare praticamente tutti i tuoi compagni intorno a te. Cristiano come esterno basso è una soluzione di emergenza oppure un'alternativa a Regonesi?
“Le scelte spettano al mister che fa le sue valutazioni in base allo stato di forma e alla disponibilità dei singoli, ma c'è da dire che uno come Andrea è un elemento preziosissimo anche se il suo ruolo d'origine è un altro. Ha spiccate attitudini offensive, è vero, però quando tampona e accelera dà l'idea di essere il padrone della fascia sinistra. E' un giocatore troppo importante per noi e l'ha dimostrato una volta di più”.
La cosiddetta chimica di squadra sta producendo reazioni a catena nel segno di un gioco brillante e molto continuo. La prospettiva parrebbe quella di un campionato stabilizzato su posizioni tranquille.
“Oggi la classifica racconta questa verità. L'obiettivo è di salvarci, non ci sono discussioni che tengano. Però siamo un bel gruppo che può togliersi parecchie soddisfazioni. Non conosciamo ancora i nostri limiti: bissare il successo di Bari è stato un balsamo per l'autostima, ma è presto per candidarci a un ruolo di outsider”.
Ti candidi al ruolo di sorpresa della stagione?
“Non saprei, preferisco rimanere coi piedi per terra. Io sono venuto qui accettando l'offerta dell'AlbinoLeffe con estremo piacere, perché è un ambiente stimolante e senza troppe pressioni. La mia prospettiva è continuare sulla strada intrapresa, che credo sia quella giusta. I meccanismi reparto per reparto sono destinati comunque a regolarizzarsi in corso d'opera. Sono e resto fiducioso”.


