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AlbinoLeffe, Luoni: "Ora voglio conquistarmi il posto"

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Lorenzo Casalino
giovedì 10 dicembre 2009, 11:32Albinoleffe
autore Lorenzo Casalino
10.12.2009 11:32Albinoleffe

«Volevo dimostrare di esserci, ora voglio stare al centro della difesa». Dalla Maremma con bagliore: è Francesco Luoni, paradosso luminoso tra i paradossi di Grosseto. L'AlbinoLeffe del disastro sfiorato e dell'attacco abbandonato (a se stesso, per un'ora) riapre la partita chiusa col difensore ritrovato Bergamelli e chiude la difesa col centrale rilanciato Luoni, messo ko da un infortunio in estate e condannato dalla stazza a girare al largo, comunque terzino. Poi l'emergenza e la chance: 90' per dimostrare di poter stare al centro. E al centro, nel paradossale pomeriggio grossetano, Luoni ha risposto presente.

Ora la palla passa a Mondonico, ha detto il suo inedito compagno di reparto Bergamelli: condivide?

«Sì, e sono davvero felice di poterlo fare. Dopo l'infortunio (frattura della caviglia sinistra, ndr) avevo bisogno di una prestazione confortante, per me stesso e per l'allenatore, che in pratica finora non mi aveva mai visto».

Debutto da titolare col Lecce, debutto al centro della difesa a Grosseto: lei è l'uomo dell'emergenza. Perché?

«Ho avuto la fortuna di farmi trovare pronto e ho la fortuna di essere freddo. A Grosseto con Bergamelli ci siamo incoraggiati a vicenda: è un'occasione da non perdere, ci siamo detti, e credo di poter dire che non l'abbiamo persa. Volevamo mettere in difficoltà l'allenatore, speriamo che ora lo sia un po' di più».

In difficoltà dovrebbe andare lei, non un peso massimo, contro centravanti di chili o di centimetri. Grosseto ha detto il contrario: l'AlbinoLeffe ha scoperto un nuovo centrale o ha riscoperto un jolly?

«Poter essere un jolly nel calcio moderno è una fortuna, però prima di arrivare all'AlbinoLeffe ho fatto sempre il centrale».

E lì si metterebbe?

«Potendo scegliere sì, al centro di una difesa a 4».

È un'indicazione a Mondonico? Sono io quello rapido che manca al centro della difesa...

«Ci mancherebbe, non tocca a me decidere. Io posso solo cercare di sfruttare le mie armi».

Anticipo, cattiveria agonistica, rapidità....

«Un po' di furbizia tattica. Io e Bergamelli avevamo una chance, ora che sto bene spero di averne altre. Qui c'è da remare tutti».

Già, ma a Grosseto per un'ora e col 5-3-2, l'AlbinoLeffe è andato in barca: due gol seppur casuali sul gobbone, zero tiri in porta. È possibile che un modulo, il 4-4-2, cambi una partita?

«Nel nostro caso è stato così. Il 4-4-2 è il nostro modulo, anche se la rimonta è stata soprattutto frutto di una ritrovata cattiveria agonistica e del contemporaneo crollo del Grosseto. I toscani sono partiti forte e noi non trovavamo i meccanismi di gioco».

Poi la metamorfosi e la rimonta. Il volano migliore per tentare il colpo a Salerno: tentativo obbligato, non crede?

«Sì, il pareggio di Grosseto vale molto soprattutto per come è arrivato e deve darci la forza per andare a Salerno e portare via i tre punti. La classifica ci obbliga a provarci: le altre vanno, noi dobbiamo rimanere a ruota con i denti. Ci serve un colpaccio».

Fonte: Eco di Bergamo

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