AlbinoLeffe, eppur (non) si muove
Federico Errante
In una sessione invernale del calciomercato, tra le solite mille difficoltà, sono scambi e prestiti a farla da padrone con movimenti intensi specie per le cosiddette "pericolanti" (Nocerina in primis, Gubbio con Mastronunzio, Modena con Ardemagni e l'affare Perticone-Bernacci con il Livorno). Tra di esse però ne spunta una che non sembra intenzionata ad apportare correttivi alla propria rosa, ovvero l'AlbinoLeffe.
I seriani - ad oggi, classifica alla mano - sarebbero salvi, tuttavia impossibile non pensare al macigno calcioscommesse che porterà un'inevitabile penalizzazione per responsabilità oggettiva e ad un intero girone di ritorno da affrontare. Forse in riva al Serio si punta alla nona permanenza consecutiva in categoria (chapeau, a prescindere) puntando solo sulle proprie forze, senza potenziare un organico che invece richiederebbe più di qualche ritocco (un difensore d'esperienza, tanto per citare un ruolo e magari alcune caratteristiche).
Valutando la situazione attuale, ma soprattutto in prospettiva, l'idea stavolta - dovesse effettivamente concretizzarsi l'"immobilismo" - pare veramente azzardata e se le operazioni dovessero limitarsi solamente a qualche giovane in uscita.
Il ds Valoti, in ogni caso sempre vigile sul mercato, ha più volte fatto intuire che la squadra è ben coperta in ogni reparto, che qualche nome accostato al club è stato reputato fuori budget (il cesenate Djokovic) e che difficilmente si muoveranno sia chi vorrebbe spazio (Torri e Cissè) sia chi potrebbe effettivamente interessare ad altre squadre (Foglio e Cristiano in particolare) e perciò permettere al presidente Andreoletti di "fare cassa".
Qualcuno spera che quanto appena riportato sia l'ennesima mossa dal sapore di quella "pretattica" sempre tanto utilizzata nel clan bluceleste e che, come da tradizione, gli affari saranno "last minute". Se così non fosse, permetteteci di sollevare qualche perplessità poiché la salvezza - perseverando in questa direzione - rischierebbe di trasformarsi in un pendio più aspro di quel Mortirolo tanto temuto dai corridori del Giro d'Italia.


