AlbinoLeffe, Cristiano: "Gubbio? Gioco anche dietro"
Federico Errante
La fascia da capitano? In assenza del titolare Roberto Previtali, finora, è la sola certezza di Andrea Cristiano. Che a Verona, confermando una sorprendente e insospettabile predisposizione alla duttilità tattica, ha cambiato posizione la terza volta su altrettanti match. Riaffacciandosi a destra, dopo i recentissimi impieghi da mezzosinistro (Brescia) e nel ruolo a lui più congeniale, quello di centrocampista di fascia mancina. Il rendimento personale non ne ha risentito, ma la solita frittata dietro, su calcio piazzato, ha compromesso un punticino che sembrava ormai certo. La parola d'ordine? A testa bassa e ripartire. Magari secondo l'ennesimo copione inedito.
Allora, Andrea: non riesci proprio a stare fermo...
"Ormai è diventata un'abitudine. Sono in un ottimo momento di forma e riesco a disimpegnarmi abbastanza bene ovunque il mister decida di mettermi. Sicuramente sono cresciuto molto in fase di contenimento, caratteristica che in passato m'era un po' mancata".
Peccato che, a fronte del tuo moto perpetuo, si sia fermato l'AlbinoLeffe.
"Perdere prendendo un gol in mischia in quel mondo non è proprio il massimo. Ma il responso del campo va accettato: possiamo affermare con orgoglio di aver arginato per quanto c'è stato possibile la migliore squadra della serie B".
Che cosa non ha funzionato, secondo te? Forse i reparti erano troppo distanti l'uno dall'altro, pecca emersa soprattutto nel secondo tempo.
"Prima dell'intervallo abbiamo giocato benissimo, chiudendo ogni varco: in area non credo proprio di averli mai visti. Abbiamo contenuto le sfuriate del loro terzetto di interni, di solito decisivo. La traversa di Tachtsidis è arrivata su un tiro da fuori. Abbiamo provato a gestire al meglio le ripartenze, ma nella ripresa abbiamo faticato. Anche lì, però, a parte il palo di Ceccarelli su palla inattiva, il nostro cruccio, abbiamo avuto un occasione per parte (Germinale e Pichlmann, NdR). Al Verona è andata bene, a noi no".
Una simile cornice ha finito per trascinare gli undici con la maglia gialloblù.
"E' un aspetto sottolineato da tutti gli addetti ai lavori e io non posso che essere d'accordo. Ma senza ottimi giocatori non si va da nessuna parte, e la squadra di Mandorlini ha una rosa di prim'ordine. Questo non era uno scontro diretto, a meno che non si finga di credere che la seconda in classifica a dicembre lotti per la salvezza".
A tuo avviso, osare di più schierando un secondo attaccante dall'inizio avrebbe cambiato gli orizzonti al match?
"A volte essere offensivi non è una questione di una o due punte, ma sono valutazioni che spettano a Fortunato. E dovendo affrontare un avversario ostico fuori casa, il modulo attuale ci sta. Giocare più coperti spesso è una necessità. Questo non significa rinunciare a giocare".
Altro giro, altra corsa. Col Gubbio c'è il rischio latente che tu, considerando che mancherà anche Laner, venga coinvolto nel necessaro shakeraggio di ruoli...
"L'accetto volentieri, purché serva a farci vincere la partita. Uno scoglio che sarà più duro di quanto si pensi, perché mettere in saccoccia tre punti prima di Natale sarebbe grasso che cola. Non so dove giocherò, come in avvio di stagione posso dare una mano anche in difesa. Magari come centrale (ride, NdR)...".


