AlbinoLeffe a Padova, occhio alla ripartenza
Lorenzo Casalino
Dove eravamo rimasti? Ah, sì: a quel bellissimo pomeriggio del 19 dicembre, illuminato dalla franca vittoria sull'Empoli, giunta a coronamento della più bella prestazione stagionale dell'AlbinoLeffe. Ecco, l'ideale sarebbe ripartire da lì: da una prestazione simile e, magari, da un analogo risultato. Troppa grazia? Forse. Però è anche una mezza esigenza, perché la situazione di classifica rimane abbastanza complicata e richiede, da qui a fine campionato, qualcosa di più dell'ordinaria amministrazione. Viaggiando alla media tenuta fino a oggi - un punto a partita - non ci si salva direttamente e non è nemmeno detto che lo si possa fare passando attraverso i playout. L'anno scorso al Cittadella servirono 50 punti; due anni fa alla coppia Vicenza-Treviso ne bastarono 45, perché le ultime quattro, alle loro spalle, andarono pianissimo; tre anni fa la Triestina fu salva con 48. E nel 2005/06 ce ne vollero comunque 46 all'AlbinoLeffe per poter spareggiare con l'Avellino. Insomma, è chiaro che bisogna correre più forte di quanto non sia stato finora, perché con un punto a partita non si va da nessuna parte, anzi si va in Prima Divisione.
PADOVA IN FLESSIONE
Tutto ciò, ovviamente, deve avvenire a partire da oggi a Padova, pur nella consapevolezza che il compito è difficile. Il Padova è neopromosso, ma è solido, attrezzato, ambizioso, non foss'altro che per il fatto di rappresentare una città di oltre 200 mila abitanti e di essere depositario di una storia calcistica d'altissimo profilo. In campionato era partito bene, tanto da riuscire a insediarsi al terzo posto dopo la 13ª giornata, con 22 punti, a una sola lunghezza dalla coppia capolista Lecce-Ancona. Poi il motore ha denunciato qualche colpo a vuoto e la squadra è rinculata al centro della classifica, dove staziona ora. Nelle ultime sei giornate è andata decisamente piano: ha perso cinque partite e ha vinto solamente quella interna col Cesena, grazie a un gol di Soncin in fuorigioco.
L'INCOGNITA DOPO-SOSTA
Per l'undici veneto, allenato dal grintoso Sabatini, la pausa di fine anno è arrivata dunque come il cacio sui maccheroni, a differenza di quanto è accaduto all'AlbinoLeffe che, al contrario, ne avrebbe fatto volentieri a meno, avendo concluso il 2009 al galoppo grazie ai pareggi esterni di Grosseto e Salerno e al successivo successo sull'Empoli. Per tenere i suoi sulla corda, Mondonico li ha portati qualche giorno in ritiro a Peschiera, allenandoli in un clima meno rigido rispetto a quello pedemontano di Bergamo, grazie all'aria del lago a Nord e alla protezione delle colline moreniche del Garda a Sud. La squadra è in salute, sufficientemente carica, per nulla disturbata dalle voci di mercato che riguardano in primo luogo Ruopolo.


