Venezia, Vanoli: "Da Palermo è iniziato il nostro percorso di crescita. Importante aver ritrovato il feeling coi tifosi"
Marco Lombardi
Queste le dichiarazioni rilasciate da Paolo Vanoli, tecnico del Venezia, ai canali ufficiali del club lagunare a margine di un evento organizzato con i tifosi presso lo store di Rialto: “Ho spesso citato la partita con il Palermo, perché come ho detto più di una volta, quando siamo entrati in campo al Barbera, il Perugia aveva giocato alle 15 e aveva vinto contro il Genoa e in quel momento eravamo ultimi in classifica. Quel punto lì, secondo me, è stato una chiave, perché ho detto ai ragazzi che eravamo ultimi e che non avevamo nulla da perdere e che da lì doveva iniziare il nostro percorso di crescita. Piano piano dovevamo arrivare a un obiettivo importante, che oggi non è più quello dell’inizio, ma è quello di salvarci. Da lì, penso che i ragazzi piano piano abbiano capito. Nel corso di questi mesi qua, come avete visto benissimo anche voi, ci sono state tante evoluzioni, soprattutto nel mercato di gennaio, e proprio dal mercato di gennaio penso che un’altra evoluzione è stata quella di perdere un giocatore come Jajalo. Però, da lì, penso che sia stata una nostra forza: la nostra base che ci eravamo costruiti ci ha dato l’opportunità di fare questo rush finale, di fare ottime prestazioni senza anche un giocatore importante. I complimenti vanno alla squadra, perché ho sempre detto che noi dobbiamo essere orgogliosi dei nostri tifosi e per essere orgogliosi dei nostri tifosi dobbiamo lavorare ogni giorno per crescere e dimostrare sul campo quello che ci ha sempre detto la nostra gente. Vogliono i giocatori che lottano e sudano e penso che ero d’accordo con loro. Questo è stato il nostro percorso di crescita, poi dopo è normale che avendo dei ragazzi giovani e avendo così tante responsabilità, devo fare i complimenti a loro, perché sono cresciuti tanto. Adesso non è finita e dobbiamo guardare alle prossime partite.
Faccio i complimenti, tantissimo, al mio staff, perché è composto da ragazzi che hanno contribuito veramente in maniera importante a far crescere questo gruppo, ma anche questa società, perché quando sono arrivato, dopo una settimana, è arrivato anche il direttore Antonelli e da lì abbiamo creato il percorso. Quando ho intrapreso questo lavoro, ho sempre detto che il mio staff doveva pensare giorno e notte a quelli che erano gli obiettivi per crescere. Ho la fortuna di aver trovato delle persone che hanno a cuore e soprattutto sono delle persone preparate, per far crescere un club. Le mie esperienze mi hanno portato a capire che se si vuole costruire qualcosa di duraturo e vincente bisogna lavorare a 360 gradi. Mi fa piacere aver ritrovato questo feeling con i tifosi, secondo me il giocatore lo sente molto e su questo devo dire che sono stati bravi i giocatori a recuperarlo, così come il presidente, che ha ammesso degli errori, che oggi tutti insieme stiamo modificando e migliorando. E’ un motivo di orgoglio avere un presidente che ammette le sue colpe. Secondo me, anche per questi tifosi, è stato un passo importante, dopodiché io penso che il tifoso sia la cosa più importante del calcio. Ho vinto uno Scudetto da collaboratore con l’Inter nell’anno del Covid e quando festeggi senza tifosi ti accorgi che non è la stessa cosa. Sta a noi far divertire i nostri tifosi, con la passione e la voglia che deve arrivare anche nel corso della settimana”.


