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Presentati Poggi e Collauto: "Ricostruiremo l'identità. Vogliamo Dionisi"

07.08.2020 18:09 di Davide Marchiol    per tuttoveneziasport.it  

Dopo tanto parlare, è tempo dei fatti e si parte con la presentazione alla stampa di Mattia Collauto e Paolo Poggi, da anni ormai membri della dirigenza del Venezia, ma che assumeranno la guida dell’area tecnica ora, per una visione del calcio più moderna. Viene svelato anche nel dettaglio il rapporto con Dionisi in questo momento, il tecnico ha già parlato con la società e ha ricevuto un’offerta di rinnovo.

Collauto presenta il nuovo corso del Venezia: “Sono felice a Venezia da tanti anni, lo sono da quando ho avuto la fortuna e l’onore di far parte di questo club. Ora ci viene affidata una parte del club importante, dove ci viene chiesto di prendere decisioni importanti, ma non ci spaventa nulla. Non crediamo sia importante il ruolo nel club ma ciò che uno dà al club, la considero come la continuità del mio lavoro la nuova mansione. Probabilmente riusciremo così a dare seguito a quanto fatto fino ad ora con le giovanili, un lavoro straordinario e probabilmente non valorizzato nel modo giusto fino ad ora. Credo sia l’occasione giusta per fare lo step in più verso qualcosa di unico. Il lavoro fatto sotto non è stato fino ad ora valorizzato perché è come se ci fosse una società nella società. Io non sarò il DS solo della prima squadra, ma del Venezia FC e credo che il presidente abbia capito cosa manca per valorizzare il lavoro fatto fino ad ora”

Poggi dice la sua: “Non penso serva aggiungere molto, sono felice delle nuove responsabilità che mi sono state assegnate, non mi spaventa il lavoro in più. La cosa che mi è venuta da pensare quando abbiamo capito che Duncan voleva affidarci questo lavoro è che qui non ci sono colleghi, ma un gruppo. Il lavoro quindi non ci spaventa, abbiamo la fiducia di tutti e dobbiamo solo valorizzare le competenze che già abbiamo. In questi anni questo club ha perso la sua identità, dovremo ricostruirla facendo cose realistiche e cose che chi vive questa città e questa squadra si aspetta. Non so se siamo una società migliore o peggiore di altre, noi siamo Venezia e questo dev’essere dimostrato ogni volta che si parla di questa società, rendendo orgogliosi chi sta vicino a questa società e chi investe in questa società. Una persona che dice “io tifo Venezia” deve potersi identificare con il Venezia, con le ambizioni, i colori, il progetto, noi non siamo solo una società di calcio, ma rappresentiamo Venezia, siamo una società che rappresenta dei valori, dobbiamo ripartire soprattutto dal territorio che abbiamo rischiato di perdere e che ora dobbiamo riconquistare rischiando e mettendoci la faccia. Stiamo riproponendo un modello di lavoro che esiste in Europa da qualche decennio e che pensiamo possa essere efficace, non ci baseremo solo su dati analitici come è stato scritto da qualche parte, ma sarà uno strumento di supporto al nostro lavoro. In molti club ormai non c’è solo un direttore sportivo ma un gruppo che prende le decisioni. La bontà di questo lavoro sta nel pensare di cercare di sbagliare il meno possibile perché la scelta è condivisa e quindi si riduce il margine d’errore, nessuno lavorerà di nascosto in società, tutti saranno al corrente di tutto”

Niederauer spiega nel dettaglio la provenienza delle due offerte per l’acquisizione del club e risponde alle parole dell’ex DS Lupo: “Un gruppo era italiano e un gruppo era straniero, ma entrambe in mia opinione non erano proposte serie. È normale che con quanto sta succedendo con il Covid ci sarà rumore in questo senso perché la situazione economica porterà a molti movimenti nel mondo, ma queste due proposte non erano credibili. Sono state riportate delle informazioni imprecise negli ultimi due giorni su quanto successo con Lupo, la mia stima per lui rimane e credo abbia una grandissima esperienza nel mondo del calcio. Quello però che era stato proposto a Fabio era diventare parte integrante di questo gruppo, perché credo che avere punti di vista diversi possa portare vantaggi diversi. Questo era quello che era stato richiesto a Fabio, ma ha ritenuto di non accettare questa proposta perché non credeva in questa visione. Come seconda cosa non mi è piaciuto il tono utilizzato da Lupo, credo che il nostro approccio sia completamente diverso, nell’idea di Fabio il direttore sportivo si occupa in toto della parte tecnica, però così l’allenatore non è coinvolto e il settore giovanile resta separato. Io non sono d’accordo con questa visione e credo possa accadere di avere due visioni differenti, mi rendo conto che il modello che proponiamo noi in Italia non è utilizzato da tutti con continuità, ma non è un mio problema, mi assumo la responsabilità di questa scelta e se funzionerà sarà merito di tutti mentre se non andrà bene mi assumerò le responsabilità del caso. La terza cosa che mi dispiace aver letto è che siano state persone che hanno lavorato alle spalle di Lupo, non è andata così, era importante concentrarci sulla salvezza e ne era consapevole Fabio così come ne ero consapevole io. Però allo stesso modo volevo programmare il futuro, lui non era d’accordo ma gli ho detto che avrei comunque programmato il futuro e gli ho detto anche chi avrei incaricato eventualmente di prendere decisioni”.

Da chi è composto questo gruppo che dirigerà la parte tecnica? “Le decisioni verranno prese da Mattia e Paolo, poi altre persone gli daranno input continui, Fabiano, che già collabora da anni con Mattia, Alexander Menta che si occuperà dei dati statistici e altri, avremo input diversi da persone con competenze diverse in modo che Paolo e Mattia prendano decisioni con una visione completa. Io farò in modo che il tutto funzioni. Ovviamente anche l’allenatore farà parte di questo processo. Faremo in modo che vengano presi solo giocatori che sono effettivamente funzionali all’idea di calcio dell’allenatore, cosa che in passato forse non è avvenuta sempre. Infine so perfettamente quali siano i miei limiti, ciò su cui posso dare un’opinione e su cosa no, dentro però ci sono persone con competenze molto importanti”.

Poggi sottolinea: “Ci stiamo focalizzando una cosa che, ripreciso, non è niente di anormale, è un modello sulla scelta dei giocatori che non è una cosa strana. Il calcio resta lo stesso, ci sono diversi punti di vista per vederlo e per farlo. Il mio ruolo chiaramente un pochino cambia, è difficile riuscire focalizzarsi ora sui rapporti internazionali, il lavoro di questi mesi è stato più di programmazione, viaggi in questo momento è complicato farne. In secondo luogo saranno più responsabilizzate le persone che sono già all’interno dei rapporti internazionale, io resterò il punto di riferimento perché non ha senso stravolgere tutto ora, però i ragazzi che ci lavorano ora faranno di più, abbiamo una struttura che ci permette di portare avanti il discorso”.

Collauto parla nello specifico dell’offerta fatta a Dionisi: “Dionisi è il nostro allenatore, ha un contratto con noi, gli è stato proposto un prolungamento con adeguamento credo consistente, a dimostrazione della volontà del club di dare continuità a una proposta tecnica che è in linea con la volontà del club. Il Venezia sta dimostrando fortemente di voler continuare il discorso con Alessio, credo abbiamo fatto un passo importante nei suoi confronti grazie al presidente”

Poggi: “Credo che la sua volontà sia quella di rimanere come la nostra è quella di tenerlo. Non ci si può nascondere, diverse società lo hanno approcciato perché ha fatto bene quest’anno. La volontà di continuare è reciproca, nell’ultima conferenza stampa si è sfogato più del suo solito ma non si riferiva a nessuno che lavora in società, c’è poi da considerare la tensione che si è accumulata con questo finale di stagione anomalo fatto anche da quanto è successo nel pre Covid. Lasciamo tempo ad Alessio di smaltire le scorie e poi tra due settimane ripartiremo”.

Collauto: “Il prolungamento proposto è di un altro anno, fino al 2022, con penale però a nostro favore perché la società vuole fare un investimento importante. L’idea è quella di mantenere il cuore di questa squadra, è una squadra costruita bene, con dei valori importanti, figlia di giocatori arrivati e che si sono integrati, gente che è rimasta e si è valorizzata ancor di più. Se ci saranno offerte di un certo tipo per alcuni giocatori chiaramente valuteremo, ma questo lo fa anche la Juventus, cercheremo però di mantenere il cuore della squadra”.

Avete già iniziato le valutazioni dei giocatori in prestito e in scadenza? Ci sono giovani come Serena e Cigagna che stanno facendo bene: “Serena ha fatto 65 partite tra i professionisti, ha più partite tra i professionisti di alcuni elementi che abbiamo ora in rosa, non si può considerare un giovane, è un giocatore del Venezia, da Venezia. Abbiamo fatto un lavoro di monitoraggio in questi giorni e decisioni definitive sui giocatori in prestito e in scadenza ancora non ce ne sono, sarà nostra premura lavorare in questo senso fin da subito, anche per quanto riguarda Longo”.

Per il presidente, cambierà qualcosa anche nel CDA della società? “A gennaio a livello di CDA abbiamo già cambiato qualcosina e la disponibilità dei nuovi elementi nel momento in cui ero impossibilitato a essere in Italia è stata importante, cambieremo probabilmente ancora qualche ruolo ma non è un’urgenza”.

Scibilia resterà nel club? “Con Dante ci siamo già confrontati e stiamo lavorando sulla sua uscita dal club, ma probabilmente vi darò maggiori dettagli su questo e su altri aspetti del business del club nelle prossime settimane”.

Poggi: “Volevo solo aggiungere un’ultima cosa, so che possono sembrare grandi cambiamenti quelli che stiamo effettuando in questi giorni. Con una nuova governance è normale che qualcosa cambi, ma saluteremo solo tre quattro persone che saranno sostituite da persone già presenti nel club e che già lo conoscono. Quindi non farei drammi, è un approccio diverso, più moderno e più appropriato alla nostra realtà”.

Chiude la conferenza Mattia Collauto: “Io confermo la carica che avevo prima ma il coordinamento della parte agonistica e preagonistica verrà affidato a Soligo, sono orgoglioso del fatto che Evans comincio a fare una cosa diversa, è un pezzo di storia del club”.


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