A questo punto del campionato, Boscaglia come Lenin: "Che fare?"
“Quale Trapani vedremo a La Spezia? Quello che da sempre quest’anno ha dimostrato di saper tirare fuori gli artigli e giocarsi ogni partita con grande determinazione”. Così si è espresso l’allenatore granata Roberto Boscaglia alla vigilia della gara del turno infrasettimanale, valido per la trentunesima giornata di Serie B, a chi gli chiedeva quale tipo di partita si aspettasse dai suoi.
I siciliani, fin adesso hanno sempre dimostrato di saperci ampiamente fare in questa loro prima nella storia in Serie B dimostratasi, come ci si aspettava alla vigilia, piena di insidie. Dopo trenta giornate però molto è cambiato rispetto alle previsioni dell’ambiente granata e di tanti addetti ai lavori della comunicazione intorno a questo mondo, con il Trapani giunto a competere per un posto per salire sul treno play off che porta dritto alla Serie A.
Nel voler citare le parole di un leader carismatico storico come Lenin, a questo punto per Boscaglia ed il Trapani c’è da chiedersi: “Che fare?” la risposta a questa domanda, non poteva che darla lo stesso mister siciliano: “Dopo essere vicinissimi a conquistare quello che in molti ad inizio stagione presumevano avremmo potuto conquistare soltanto alla 42sima giornata – dichiara Boscaglia attraverso il sito ufficiale della società - per noi l’obiettivo primario è quello di cercare sempre i tre punti, scendendo in campo con la testa libera, senza pressioni e senza stress. Dobbiamo farlo con intelligenza e con equilibrio, consapevoli del rischio che possiamo correre. Dobbiamo fare l’impossibile per vincere e non ci dobbiamo accontentare, perché il nostro campionato l’abbiamo già vinto ed ora dobbiamo farne un altro che deve portare le imprese del Trapani sulla bocca di tutti. Dobbiamo goderci queste dodici partite – aggiunge - che non sappiamo dove possono farci arrivare, ma per farlo dobbiamo remare tutti quanti nella stessa direzione. Senza esaltarci troppo quando vinciamo e senza massacrarci quando le cose non dovessero andare bene. Senza pressioni, che non abbiamo motivo di avere, ne’ da parte della Società, perché l’obiettivo che ci eravamo prefissati l’abbiamo quasi raggiunto; ne’ da parte della tifoseria, perché sappiamo che è consapevole che stiamo facendo grandissime cose e sentiamo vicina; ne’ da parte degli addetti ai lavori, perché – conclude - sanno che, giocando con questa filosofia e con la volontà di andare sempre in campo per vincere le partite, che sono filosofia e volontà della società, mia e della squadra, si può rischiare qualcosa”.


