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Sampdoria, tennis e famiglia: le medicine per Atzori dopo i giorni dell'ira

Sampdoria, tennis e famiglia: le medicine per Atzori dopo i giorni dell'ira TuttoB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
autore
Luca Iannone
giovedì 3 novembre 2011, 12:00Sampdoria

Nel giorno di riposo, come sempre, Gianluca Atzori ha staccato i contatti con il mondo professionale e si è interamente dedicato alla sua famiglia. Martedì pomeriggio, al termine della partita con il Crotone, come sempre si è diretto verso casa, verso Ravenna, in compagnia di Carlo Simionato, il suo collaboratore che segue anche la preparazione atletica e che vive come lui nella città romagnola.

Ci sono giorni di riposo in cui il mister scompare del tutto e altri in cui lancia qualche segnale. Ieri è stato uno degli altri. Qualche sms, qualche telefonata è partita. Come sta l’allenatore? Sta arrabbiato. I due giorni post Nocera sono stati per lui carichi di tensioni. Ha sentito la sfiducia di una parte dell’ambiente, ha sentito gli insulti che gli sono stati rivolti da qualche sostenitore lunedì pomeriggio al Mugnaini, da uomo di calcio ha capito di essere in bilico. E ha intuito che la società, in qualche modo, si stava muovendo. Nel caso le cose non fossero andate.

Martedì pomeriggio per la prima volta è salito sul prato del Ferraris per assistere alla seduta dei suoi giocatori. Solitamente durante il riscaldamento si fermava sempre negli spogliatoi, lasciando lavorare sul campo il suo vice Giampieretti e il preparatore dei portieri Sardini. Stavolta, però, no. Stavolta era diverso. E non solo perché stavolta vestiva la tuta anziché la divisa, che non aveva avuto il tempo di portare in lavanderia per ripulire dalle uova dell’agguato dell’aeroporto. Ha voluto guardare negli occhi gli uomini che aveva scelto per continuare quel progetto che stava traballando. E vicino a lui, in tuta, c’era Piero Accardi, uno dei “senatori” che ha lasciato in tribuna contro il Crotone. Sicuramente un bel segnale.

Ieri Atzori ha fatto a casa le cose che fa di solito. Si è goduto per un giorno la sua famiglia. È andato a giocare a tennis, uno dei suoi hobby insieme alla corsa, per scaricare quella tensione che non può non averlo travolto. Era arrabbiato martedì pomeriggio, raccontano, Atzori. Perché comunque lui in questa squadra ci crede, pensa veramente di avere a disposizione la squadra più forte che abbia mai allenato. Ed è arrabbiato perché non avrebbe mai pensato di dovere scendere così in basso per potere ottenere dai suoi giocatori una risposta concreta sul campo. Quel poco in più che comunque con il Crotone ha fatto tanto. E che se si fosse visto anche nelle scorse partite avrebbe magari portato alla Sampdoria anche qualche punto in più, magari quattro.

Atzori, peraltro, è consapevole di avere lui stesso commesso degli errori (alcuni è stato il primo ad ammetterli) e di essere al centro di critiche feroci da parte di tanti tifosi.

Da oggi si riparte. La situazione è cambiata solo leggermente. Perché, come ha spiegato il direttore sportivo Sensibile, è stato risolto solamente un trentesimo di quello che non va. E perché comunque la condizione fondamentale per proseguire nel progetto è che lunedì sera a Brescia si dia continuità alla vittoria sul Crotone. E che se si torna indietro, la sua avventura alla Samp potrebbe finire dopo tre mesi di campionato. La società vigila, non si lascerà cogliere impreparata dagli eventi. Oggi si riparte, e il campo di Bogliasco sarà ancora “blindato” dalla polizia. Atzori si confronterà con la squadra, mostrerà l’analisi video per capire dove si poteva fare meglio. Quindi il primo allenamento per Brescia. Un’altra tappa decisiva.

Fonte ilsecoloxix.it

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