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Sampdoria, "Romero? Una saracinesca"

Sampdoria, "Romero? Una saracinesca" TuttoB.com
© foto di Federico Gaetano
autore
Federico Errante
lunedì 22 agosto 2011, 13:46Sampdoria

El Pato ha gli occhi anche dietro. Lo racconta Sergio Romero: «Quando era al Racing, guidava l’allenamento della squadra e, con la coda dell’occhio, seguiva i portieri. Guardava da un’altra parte, ma se sbagliavi un movimento, si girava, ti chiamava e te lo faceva notare». El Pato è Ubaldo Matildo Fillol. Se pronunci solo il cognome, ti viene in mente il resto della filastrocca: Olguin, Tarantini, Gallego...». Tarantini el Conejo, il coniglio, mica perché avesse paura, per via dei dentoni. Gallego il duro. E poi, Passarella il capitano, Ardiles il Nasone, Mario Kempes el Matador, Bertoni, Luque. Quelli del Mondiale del ’78. Lui, Fillol, era quello che metteva tutti in riga: un urlaccio e una parata. Una palla di caucciù, non poteva essere altrimenti per un arquero , un portiere di uno e 80, anche se gli almanacchi dicono un metro e 83 di altezza. Palle. Da giocatore, un mito del River Plate. Da allenatore, un papà per Chiquito Romero. «Ha fatto la scelta giusta. Hanno fatto la scelta giusta». Chiquito e la sua nuova società, la Sampdoria. Lo dice uno che se ne intende.

Sul suo sito - ubaldofillol.com - commenti e analisi tecniche. Una delle ultime, su Marcelo Barovero del Velez, «miglior portiere del Torneo di Clausura 2011». Così: «Ha mostrato di essere sicuro, sobrio e serio. Molte grandi squadre della storia hanno avuto portieri con queste caratteristiche, come Rogelio Dominguez, Agustin Mario Cejas o Nery Pumpido, per nominare quelli del passato, o Mariano Andùjar e Sergio Romero, per menzionare portieri contemporanei alla sua epoca».

Parlando di un altro, una lode a Romero. Che lui promosse dalla Sexta, il livello più basso delle giovanili, alla prima squadra. Ciascun portiere delle formazioni minori per 15 giorni con i grandi. Per Romero i quindici giorni divennero un mese, il mese un semestre.

Fonte Secolo XIX

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