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Sampdoria, Pedullà: "Non si può sbagliare nemmeno una virgola"

Sampdoria, Pedullà: "Non si può sbagliare nemmeno una virgola" TuttoB.com
© foto di DANIELE MASCOLO/PHOTOVIEWS
autore
Federico Errante
giovedì 16 febbraio 2012, 12:31Sampdoria

Tra campo e mercato la Sampdoria è reduce da una settimana molto importante. Sul mercato abbiamo assistito alla tanto attesa rivoluzione, con l'Albinoleffe la squadra ha ottenuto la seconda vittoria consecutiva, la terza del 2012 e durante la gestione Iachini. Per commentare il mercato di riparazione in casa doriana e l'andamento della squadra in campionato, Sampdorianews.net ha avuto l'onore di contattare Alfredo Pedullà, Direttore di Datasport.it, giornalista di Sportitalia e grande esperto di mercato:

La vittoria di Grosseto e il ritorno ai 3 punti casalinghi contro l’Albinoleffe dopo oltre 3 mesi d’astinenza possono rappresentare davvero il momento della svolta per avvicinarsi alla zona play-off, oppure a tuo parere il treno che conta potrebbe essere già passato? “Il treno non è passato, il campionato è ancora lungo, è un momento molto importante, la Samp non può più permettersi di sbagliare una virgola, ha ottenuto due vittorie importanti per restare a galla non per recuperare terreno, ma sta imparando a vincere, il momento più difficile sembra essere passato. Nel mercato di gennaio è arrivata gente più motivata, ma è lo stesso discorso per le squadre che in serie A rincorrono il terzo posto, dipende non soltanto da te, ma anche dagli altri, perché le squadre là davanti corrono veloci. La gara di Torino può rappresentare la svolta, se si porterà a casa un risultato positivo, potranno essere cancellati 70-80% dei problemi, se invece venisse offerta una prestazione insoddisfacente e il campo sancisse un risultato negativo, allora tutto diventerebbe molto complicato. La lotta per i play-off quest’anno è imprevedibile, può succedere di tutto. Il Varese dimostra quanto sia importante fare cose per bene sul mercato, ha cambiato l’allenatore ad inizio stagione cercando un tecnico esperto della categoria e indovinando a gennaio le mosse per competere per i playoff assicurandosi giocatori importanti. La Samp è sul filo, non può più sbagliare una partita, è vero che ne deve recuperare ancora una, ma davanti le squadre corrono”.

Come giudichi il mercato di “riparazione” condotto dalla Sampdoria? “Eder è un acquisto importante, Munari potrebbe far bene anche in sette-otto squadre in serie A, Juan Antonio può funzionare nell’assetto offensivo adottato da mister Iachini, Renan è un ragazzo con talento che può rientrare in un ciclo, ma l’errore clamoroso è stato, e per questo mi cospargo il capo di cenere, è stato attribuire voti alti ad agosto al mercato di una società senza contare la gestione delle situazioni in giacenza, dei giocatori che vengono confermati, non valutando gli stimoli e la voglia a restare di chi è già in rosa. Su questo punto di vista è stata una gestione fallimentare, strada facendo si è scoperto che molta gente tra i confermati non aveva accettato di restare con la voglia necessaria e il giusto spirito. Faccio anch’io mea culpa perché nel valutare un mercato non vanno considerati soltanto gli acquisti, ma tutta l’organizzazione, come sono stati confermati certi giocatori. Sensibile è arrivato in un ambiente nuovo e non ha gestito tale situazione nel migliore dei modi”

La tua analisi sulla cessione di Palombo. “Non mi ha soddisfatto la gestione del caso Palombo, tutto il mondo sapeva che si stava cercando di cederlo, non si può attendere l’ultimo momento, è stata una cosa gestita male, era risaputo che fosse diventato ormai un separato in casa, personalmente salvo il rapporto del giocatore con i tifosi e quanto ha dato per la Sampdoria, ma quando si decide di cederlo ad inizio mercato è un controsenso attendere l’ultimo giorno, è stato un classico errore gestionale, ma se sono commessi diversi anche in termini di visibilità e comunicazione, non si possono nascondere i calciatori. Sono ben consapevole che il campionato di B non sia consono alla storia del club, ma ho notato un po' di spocchiosità, un po' di arroganza, come se tutto fosse dovuto, al momento si è in B, bisogna capire di esserci e cercare di trasmettere certi segnali, invece sono emerse diverse lacune, diversi errori, il caso Palombo poi è stato significativo. Poi si finisce per dare colpe ai tifosi che non ne hanno assolutamente, anzi hanno il pieno diritto ad essere arrabbiati, li capisco benissimo, si sono abbonati in 17.000 in serie B ed è naturale che ogni tanto possano contestare civilmente”.

Fonte sampdorianews.net

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