Sampdoria, parla Insigne: "Ho scelto la storia, Marassi e i tifosi meritano altro"
In un'intervista concessa al Secolo XIX, Lorenzo Insigne si è espresso a tutto tondo sulla sua nuova avventura con la maglia della Sampdoria, motivando la scelta di ripartire dal club blucerchiato in Serie B.
L'attaccante ha spiegato i retroscena che lo hanno portato a vestire la maglia doriana: "Avevo offerte dall’estero, ma dopo l’esperienza di tre anni e mezzo a Montreal, e con i figli che crescono, non mi andava più di viaggiare. Ho avuto mezze chiamate da squadre di B, ma non mi stuzzicavano. Qualche chiacchierata in A, vedi Lecce. Ma poi si andava per le lunghe e io avevo voglia di ripartire dal ritiro. E quando il mio agente mi ha chiamato per dirmi della Samp, gli ho detto vai avanti. Al di là della categoria, ho scelto la storia. Il valore del club. Ce la metteremo tutta".
Sulla preparazione estiva e sul rapporto con la tifoseria: "Ho concordato con Corradi e con lo staff sanitario questa preparazione graduale. Per non cominciare subito con carichi importanti e per arrivare al meglio a una condizione super top per inizio campionato. Non sono più un ragazzino… In Coppa Italia ci sarò, o meglio sarò disponibile".
"Ho già chiarito quell’episodio del 2017. Non volevo mancare di rispetto. Ora ho questi colori addosso e lotterò per dare una soddisfazione ai tifosi, se la meritano. Sono quattro anni che stanno soffrendo e nonostante tutto sono sempre al fianco della squadra. Una tifoseria così in B non ce l’ha nessuno. Qualche compagno mi ha raccontato delle emozioni che si provano entrando in campo a Marassi quando tutto lo stadio canta Lettera da Amsterdam… non vedo l’ora".
Insigne ha sottolineato l'importanza del collettivo per raggiungere grandi traguardi: "Ho 35 anni. Come ho detto a Corradi, Branco e a Fredberg quando ci siamo sentiti prima di firmare, la categoria non mi interessa, io vengo per aiutare la squadra. Ma da solo non posso fare niente. Anche se sono Insigne, campione d’Europa, che ha vinto qualcosa con il Napoli, sono uguale ai miei compagni. Ho bisogno di loro per fare determinate prestazioni e gliel’ho detto pure. So che avete bisogno di me, ma io ho bisogno di voi. Se alzo la voce non è per litigare, ma per la squadra. A me non va di fare brutte figure, tanto meno qui".
"Nel gruppo ci divertiamo con tutti. Per arrivare a un traguardo importante serve il gruppo, come in Nazionale. All’Europeo non eravamo i più forti ma abbiamo creato uno spogliatoio che poteva vincere contro chiunque. Voglio fare la stessa cosa qui, mettere paura agli avversari a Marassi. Se portiamo questa forza in campo, sarà difficile per tutti".


