Sampdoria, Palombo: "Possiamo vincerne 9 su 10"
Doveva essere l’incontro tra due dei capitani più importanti della storia blucerchiata. E la cornice era davvero mozzafiato. Ai piedi della Lanterna, simbolo storico di Genova, con vista sul porto reso rossastro dal tramonto del sole. L’occasione era il cinquantennio dello storico Club Fedelissimi Sampdoriani. Che festeggiavano le nozze d’argento con la loro amata Sampdoria. Nati nel 1961, sono stati tra i primi club di tifosi in Italia. Ma Roberto Mancini e Angelo Palombo non si sono incontrati. Sebbene fosse atteso con trepidazione, “Bobby gol” non è arrivato. Problemi familiari l’hanno tenuto lontano da Genova, per restare nella sua terra marchigiana. Dovrebbe esserci però stasera, dopo aver visitato il Salone Nautico. L’ha promesso ai ragazzi dei Fedelissimi. Che intanto si sono “consolati” con il capitano di oggi, Angelo Palombo, ormai una bandiera blucerchiata. Con lui c’erano altri due blucerchiati, Daniele Gastaldello e Cristian Bertani. E proprio a loro è toccato l’onore di entrare per primi nel Museo allestito dai tifosi. Nelle stanze ricavate sotto il Faro, tra i mattoni rossi e le pietre ruvide, sono esposte tutte le maglie della Sampdoria a partire, e non poteva essere altrimenti, dal 1961. L’anno di fondazione del club.
Nella penultima sala ci sono le maglie delle finali italiane ed europee, oltre a quella mitica dello Scudetto, con tre schermi che proiettano le immagini di un calcio, di un Ferraris e di una Sampdoria che in tanti ricordano con amore e nostalgia. Nell’ultima stanza, quella dei trofei, un po’ per caso o forse un po’ per soggezione si crea un’atmosfera quasi mistica. Con questo “altare pagano” che tutti i tifosi e gli stessi giocatori ammirano quasi con un senso di devozione. «Una sensazione stupenda, sia come giocatore che come persona. Sono contento di essere alla festa dei 50 anni di questo club che taglia un traguardo storico», dice Palombo.
L’attualità in casa Sampdoria è anche il campionato. Domenica arriva il Sassuolo sorprendentemente avanti in classifica. «Nelle ultime due gare siamo stati poco brillanti, nonostante ciò possiamo ambire tranquillamente al ritorno in Serie A. Che in un modo o nell’altro dobbiamo cercare di conquistare - continua il capitano -. Contro il Torino nella ripresa abbiamo forse abbassato troppo il baricentro e siamo calati fisicamente. Contro il Verona dopo un buon inizio c’è stato il ritorno dei nostri avversari che hanno dimostrato di essere una squadra in forma». La ricetta per tornare a vincere è semplice. «Tutti dobbiamo dare qualcosa in più, perché se giochiamo come sappiamo la Sampdoria vince nove gare su dieci». Il gruppo sembra unito, mister compreso: «Certo - conferma Palombo - l’abbraccio dopo il gol di Verona ha voluto significare proprio questo». E prima di andare via, lancia un messaggio ai tifosi. «Fisicamente sono a posto».
Mentre il buio comincia ad avvolgere la Lanterna, i tre giocatori si consegnano al calore dei loro sostenitori. Poco dopo arriverà Attilio Lombardo, in questi giorni a Genova complice la sosta del campionato inglese, uno dei grandissimi protagonisti della Samd’oro. La serata può avere inizio tra musica e birra. Ma soprattutto con i colori blucerchiati che campeggiano ovunque.


