Sampdoria, l'emiliano Costa su Facebook: " E' giusto giocare, per reagire. Siamo gente che non ama piangersi addosso, ci hanno sempre insegnato ad andare avanti, a sudare per ottenere qualcosa"
Ecco il messaggio postato da Andrea Costa, difensore emiliano della Sampdoria, sulla sua pagina facebook.
Ciao, non ci conosciamo, almeno non credo. ti scrivo soltanto perchè mi è capitato di leggere un tuo articolo scritto ieri, curiosando alcuni tweet riguardanti quello che sta succedendo in questi giorni in Emilia.
Ho apprezzato molto quanto hai scritto, la passione con cui hai cercato di spiegare il dramma che si sta vivendo in questi giorni e credo che, per quello che si possa fare tramite un pc, hai reso l'idea di quando sia terribile la situazione adesso e quanto ci sia bisogno d'aiuto.
Poi, dopo aver letto il tuo articolo, ho dato un'occhiata tra i tuoi tweet e qualcosa non mi tornava.
Premessa, io gioco a calcio, sono di Reggio Emilia e probabilmente sabato giocherò a Modena, in quella partita che a te fa tanto "girare le palle", come hai scritto.(...Vorrei che i calciatori che giocheranno domenica venissero nelle zone terremotate, si godessero una scossa e poi mi dicessero se hanno ancora voglia di giocare lì vicino mentre c’è gente che usa il giardino come bagno...)
E quì voglio fermarmi un attimo.
Mi fermo perchè così non mi va, perchè non è giusto.
Tu ritieni che non sia giusto giocare la partita e su certi aspetti mi sento di darti ragione, ma senti quì.. mercoledì abbiamo giocato la prima delle due partite che giocheremo contro il Sassuolo, la prossima sarà sabato (domani), le persone presenti a vedere la partita erano su per giù 20 000, ventimila, l'incasso di quella partita sarà devoluto a VOI, a NOI EMILIANI. I tifosi, la gente e noi stessi quella sera abbiamo voluto ricordare e onorare le vittime e la tragedia con ogni tipo di testimonianza, da Genova, dove mi trovo adesso, partiranno e sono partiti volontari che aiuteranno la Nostra terra, gente che ama il calcio, gente che vive di calcio. Perchè così deve essere, così dobbiamo andare avanti e reagire. Siamo gente che non ama piangersi addosso, non lo ha mai fatto,ci hanno sempre insegnato ad andare avanti, a sudare per ottenere qualcosa, a guadagnarcelo.
Per questo non ci sto.
Non ci sto perchè amo quello che faccio, perchè amo l'ambiente fatto di persone, tifosi, famiglie unite da una passione, perchè sò quanto ho dovuto fare per arrivare fin quì, perchè ora parlare male di calcio è come bere un bicchiere d'acqua, perchè tanto lo fanno tutti.
Invece vorrei farti capire quanto questo mondo in generale faccia quando si tratta di unirsi, di aiutarsi, come in questi casi. Magari in sordina, più silenziosamente, ma con grande forza e umanità.
Io tra 10 giorni (forse) avrò finito, tornerò a casa e farò quanto possibile per dare una mano, l'avrei fatto in ogni caso, qualsiasi lavoro avessi fatto, perchè riesco a rendermi conto, anche se gioco a calcio.
Ci tenevo a scriverti, spero d'averti fatto capire che anche se non può piacere a tutti, come è giusto che sia, il mio mondo e quello di chi ama qusto sport è anche questo.
Mi auguro che possiate passare notti un pò più serene, perchè mi dicono che è davvero dura dormire e non solo, ma tenete botta, non siamo soli e soprattutto..SIAMO FORTI!!
Con affetto,
Andrea


