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Sampdoria, Iachini si presenta: "Farò di tutto e di più per ottenere la promozione"

Sampdoria, Iachini si presenta: "Farò di tutto e di più per ottenere la promozione" TuttoB.com
© foto di Federico Gaetano
autore
Luca Iannone
martedì 15 novembre 2011, 14:30Sampdoria

Fa un certo effetto vederlo senza cappellino e con la sciarpa al collo. Lo stesso effetto che si prova quando Giuseppe Iachini apre bocca e pronuncia le sue prime parole da sampdoriano. «Ringrazio la famiglia Garrone, il direttore Sensibile, tutta la società per gli attestati di stima di queste ultime ore e di questi ultimi giorni - comincia il nuovo allenatore blucerchiato nella Sala Doria dello Starhotel -. Li ringrazio per questa opportunità di andare a vincere, attraverso un progetto, una nuova battaglia. È un’avventura che affronto con grande entusiasmo in una squadra che ho sfiorato da calciatore con Boskov, che è stato uno dei miei maestri, e poi anche in stagioni successive. Ci arrivo adesso da allenatore e sono contento di questo. Farò di tutto e di più per riportare la Sampdoria e i suoi tifosi dove meritano: in Serie A».

Obbligo. Parla chiaro Beppe Iachini. E parla pure bene. Sicuro di sé, convinto, preparato, pronto a mettersi in pista e rimettere il Doria in carreggiata. «Se non credessi a questo non sarei venuto - taglia corto -. La Sampdoria, visto come ha operato sul mercato e visto il gruppo di ragazzi che ha a disposizione, credo che abbia il dovere, l’obbligo di vivere da protagonista questo campionato. Non sono un tipo da tanto fumo, alle parole preferisco i fatti. Credo solo nella serietà e nel lavoro, mi metterò sotto, io con il mio staff per far sì che la Sampdoria riesca a scalare questa classifica».

Passato. «Ho vissuto situazioni differenti - racconta Iachini, interpellato sulle promozioni ottenute in carriera -. Il Chievo ne veniva dai preliminari di Champions, c’è voluto un tipo di “pasticca” particolare dal punto di vista mentale, senza tralasciare il lavoro sul campo, l’organizzazione di gioco, l’identità e lo spirito. Abbiamo fatto un gran calcio, vincendo il campionato, battendo tanti record, di vittorie, di gol fatti. A Brescia invece sono subentrato e ho incontrato altri tipi di difficoltà. Che situazione troverò a Genova? Prima di dire qual è il problema valuterò nel corso delle prossime settimane la squadra e tutti i ragazzi, andrà tutto valutato sul campo. Abbiamo grande voglia di mettersi sotto col lavoro».

Modulo. Lavoro, lavoro, lavoro. Su che tipo di modulo è ancora presto per dirlo. «Ho delle idee che mi possono far spostare l’ago della bilancia - dice -, ma i moduli nel calcio le fanno le caratteristiche dei giocatori. Servirà un’identità, un’anima, una fisionomia ben precisa per costruire e dare alla squadra il vestito più giusto possibile. Una squadra che deve saper giocare, essere intensa, imprevedibile, per costruirsi e conquistarsi il risultato in casa e in trasferta. Il modulo lo vedremo strada facendo: mi è capitato di vincere col 4-3-3 a Verona, col 3-5-2 o 3-4-2-1 a Brescia. Dico solo che tutti i giocatori devono dare il 120%, tutti devono sentirsi importanti e partecipi del progetto e lavorare per questo».

Unità. «Nel calcio di oggi è abbastanza normale avere rose abbondanti - prosegue il tecnico ascolano -. Noi dobbiamo andare a lavorare per far sì che tutti gli ottimi giocatori in rosa siano messi nelle condizioni di rendere al massimo. Una volta potrà toccare a uno o all’altro, ma nel momento in cui saranno chiamati dovranno fare il bene della Sampdoria. Solo col gruppo, con la coesione e l’unità d’intenti si può raggiungere l’obiettivo. Un obiettivo forse ritenuto scontato all’inizio dell’anno, ma a torto. Bisogna vincere sul campo, i punti vanno sudati, sofferti, conquistati. E noi sul campo dovremo lavorare, con giocatori validi che devono trovare fiducia e consapevolezza nei propri mezzi».

Leader. «Tutti si devono sentire importanti in un campionato lungo, difficile, intenso, infinito come quello di Serie B - puntualizza Iachini -. Ci sono ragazzi con esperienza e qualità importanti, ma tutti devono sentirsi leader. Mai nessuno ha vinto con pochi giocatori. E per arrivare alla vittoria ci vuole un’organizzazione di gioco, che sappia essere propositiva, imprevedibile. Nello stesso tempo la squadra deve avere una mentalità che va curata prima in settimana in allenamento e poi trasportata in partita. Dovremo essere in grado di andare a 200 all’ora tanto in settimana quanto il sabato, senza pensare mai che dopo una partita vinta si sia ottenuto qualcosa. Qui non bastano 20 partite vinte, ne servono di più».

Bolgia. Serve ritrovare una strada smarrita, soprattutto tra le mura amiche del "Ferraris". «Promesse ne vorrei fare tante ma la promessa più importante è il lavoro, è la serietà, è la professionalità. Da qui si uscirà sempre dal campo avendo dato tutto per vincere. Il pubblico? La Sampdoria è una piazza con tifosi splendidi che devono essere il dodicesimo uomo in campo. Mi aspetto questo perché lo hanno sempre dimostrato. Giocare in casa deve essere una forza, non voglio sentir parlare di retrocessione, di timori, voglio una bolgia, nostri i giocatori devono volare sulla spinta di Marassi. Il mio derby personale? Io sono una persona seria e un professionista serio. E mi sono sempre comportato da uomo di sport. Gli altri non li guardo, ora io tifo Sampdoria e posso dire che c’è una gran voglia di fare il derby l’anno prossimo. Lavoreremo per far sì che questo possa accadere».

Fonte sampdoria.it

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