Sampdoria, Iachini copia "la gabbia" di Orrico e spera in Eder
La Sampdoria è in gabbia. Per la prima volta nella sua gestione, Iachini ha utilizzato la struttura realizzata la scorsa estate a lato del campo inferiore dell’impianto Mugnaini di Bogliasco. È la famosa idea che venne a Corrado Orrico negli anni Settanta. L’allenatore ai tempi era alla Carrarese e disse di aver tratto ispirazione dai gabbioni in cui giocava da ragazzo.
Lo scopo della gabbia (che oggi pochi club di professionisti usano) è quello di rendere il gioco più veloce, allenare i riflessi e sottoporre i calciatori piccoli e ripetuti tour de force molto provanti. Infatti nella gabbia la palla è sempre in gioco e non ci sono soste. In pratica, un’esasperazione delle partite a pressione con i campi ridotti tanto in voga negli allenamenti degli ultimi anni.
A giocare nella gabbia (cinque contro cinque) si sono succeduti un po’ tutti i giocatori della Sampdoria. L’ultima volta che la gabbia era stata utilizzata per l’allenamento era stato con Atzori allenatore. Iachini aveva fatto ricorso allo strumento di lavoro soltanto per i giocatori che dovevano recuperare. Per un certo periodo si allenavano nella gabbia anche i calciatori che a ridosso del mercato di gennaio erano destinati a partire, come Accardi, Maccarone, Semioli.
Ieri, invece, si sono allenati a parte Obiang (che comunque è squalificato) e i cinque lungodegenti: Eder, Castellini, Semioli, Padalino e Pellè saranno valutati in maniera più approfondita nel corso della prossima settimana. Speranze concrete di recupero per Eder, Castellini e Pellè mentre gli altri due dovranno attendere ancora.
Oggi alle 15 è prevista una partitella in famiglia tra la prima squadra e la Primavera allenata da Felice Tufano.
Oggi saranno a Bogliasco anche i rappresentanti del Centro di cooperazione e sviluppo onlus per ricevere da capitan Gastaldello una donazione. I giocatori della Samp hanno voluto partecipare alla raccolta di soldi per finanziare il progetto “Una scuola per Nico” promosso a favore della realizzazione di una scuola in Mozambico intitolata a Nicolò Di Franco, tifoso blucerchiato morto prematuramente. Per realizzare la scuola servono 55 mila euro.


