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Sampdoria, finita la tregua con Garrone i tifosi tornano a protestare

Sampdoria, finita la tregua con Garrone i tifosi tornano a protestare TuttoB.com
© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport
autore
Luca Iannone
lunedì 2 gennaio 2012, 13:30Sampdoria

La tregua è finita. Sette mesi dopo la società è di nuovo contestata esplicitamente e ufficialmente dalla tifoseria organizzata blucerchiata, come era accaduto al termine della scorsa stagione conclusa con la retrocessione in B della Samp. La tregua non ha retto davanti a risultati mediocri, un nuovo cambio di guida tecnica, un decimo posto in classifica in serie B, una programmazione incerta. Venerdì scorso i Gruppi della Sud, sigla che raduna in pratica tutta la tifoseria organizzata della Sampdoria, hanno emesso un comunicato molto duro nei confronti della società annunciando che al fischio d’inizio di Samp-Varese (venerdì alle 15) la Sud sarà vuota e invitando tutto il resto dello stadio a fare altrettanto.

I tifosi entreranno al secondo minuto e saranno sessanta secondi di silenzio pesantissimo. Ma il tifo organizzato della Samp va oltre, chiedendo alla proprietà risposte concrete a una serie di domande: «Qual è l’obiettivo attuale della stagione in corso? Serie A, Serie B, altro? Esiste un vero progetto Sampdoria, una programmazione che punti alla crescita di squadra e vivaio, iniziative atte ad avvicinare i tifosi più giovani alla Sampdoria? Come mai non reputate la Samp una squadra importante, dichiarando che alcuni giocatori meritano altri palcoscenici? La Samp non è una grande società per voi? In 5 mesi di “vicinanza” avete individuato il male oscuro che ha colpito la Sampdoria? Quali sono le responsabilità vostre e di altri riguardo a questo male? Quali i rimedi da voi individuati per guarirlo?».

La protesta dei tifosi arriva non a caso all’inizio del mercato di gennaio. La società ha scelto (almeno per ora) di non replicare ma potrebbe farlo con i fatti. Come del resto chiedono i sostenitori e come la circostanza temporale consentirebbe. E in assenza di segnali chiari da Corte Lambruschini la protesta del tifo di certo proseguirà.

C’era da aspettarsi un esito simile. Alla fine della stagione scorsa i tifosi blucerchiati stavano organizzando una grande contestazione ma alcune circostanze li avevano indotti a soprassedere. In primo luogo il cambio alla guida della società: Edoardo Garrone a maggio assunse la carica di vicepresidente vicario e di fatto si mise al comando. La sua acclarata sampdorianità insieme alle sue parole circa la volontà di risalire immediatamente in serie A avevano fatto il resto. Ma decisivo era stato un incontro, avvenuto in concomitanza con il primo consiglio di amministrazione della nuova gestione (appunto a maggio), tra lo stesso Edoardo Garrone e i rappresentanti della tifoseria organizzata. In quella sede il vicepresidente promise una squadra strutturata per condurre un campionato di vertice e maggiore attenzione alle esigenze dei tifosi. I quali decisero dunque di accordare ancora fiducia ai Garrone e ulteriore appoggio alla squadra, sebbene molti giocatori fossero rimasti gli stessi dell’incredibile retrocessione. E a inizio stagione gli Ultras Tito scelsero di tornare nella Sud dopo un anno passato a cantare nella Nord.

Sembrava l’inizio del ritorno in paradiso, e invece sette mesi dopo il luogo dove è finita la Samp appare molto più simile a un inferno dai confini vasti. Oggi, intuendo le strategie di mercato della società (liberarsi dei giocatori forse meno utili ma che sono anche quelli dagli ingaggi più pesanti) i tifosi doriani hanno deciso di far sentire la propria voce. E, prima del comunicato dei Gruppi della Sud, avevano iniziato i Fieri Fossato: «I responsabili di questo incubo hanno volti e nomi ben precisi e la maggior parte di loro siede in giacca e cravatta dietro le scrivanie di Corte Lambruschini... State tuttora continuando a gettare fumo negli occhi ai tifosi, millantando una rivoluzione che avevate già promesso a maggio e che andava compiuta in estate. Il vostro unico interesse è quello di alleggerire ulteriormente il monte ingaggi. Perché non ve ne importa nulla della Sampdoria e soprattutto dei tifosi, dei quali non avete il minimo rispetto. Se davvero aveste a cuore la Samp e noi tifosi, dopo lo scempio dello scorso campionato non avreste badato a spese per rifondare la squadra e riportarla immediatamente in serie A. E invece, come temevamo, avete giocato come al solito al ribasso».

Fonte ilsecoloxix.it

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