Sampdoria, finisce l'anno più buio della storia blucerchiata
Finalmente si è chiuso il 2011, l’anno in assoluto peggiore per la Sampdoria: investimenti sbagliati, errori tattici e molta sfortuna hanno causato il crollo blucerchiato, iniziato l’anno scorso e probabilmente non ancora concluso.
Eppure la Sampdoria di fine 2010 era ben un’altra: ma quando arrivano le stagioni NO, in cui la palla non vuole proprio entrare, c’è poco da fare. Un esempio lampante sono i preliminare di Champions League contro il Werder Brema: in quel frangente la squadra di Di Carlo, dopo aver perso 3-1 in Germania, effettua una straordinaria rimonta al Ferraris, ma a 40 secondi dalla fine del match Rosenberg, dopo aver saltato Poli che era scivolato, segna il gol che taglia le gambe ai blucerchiati: è l’inizio della crisi della Samp. Nonostante tutto la squadra fa un buon inizio di campionato, ma dopo pochi mesi arriva l’addio del direttore generale Gasparin; la Sampdoria chiude il girone di andata nella parte sinistra della classifica, a quota 27 punti: appena 13 dalla salvezza.
Nel mercato di riparazione tuttavia avviene di tutto e di più: Antonio Cassano pronuncia frasi ingiuriose nei confronti del presidente Riccardo Garrone, e viene messo dapprima fuori rosa e poi regalato al Milan; Giampaolo Pazzini viene richiesto fortemente dall’Inter, che mette sul piatto 12 milioni più Biabiany: troppo poco, ma la società di corte Lambruschini accetta l’offerta, e cerca di rimpiazzare i due attaccanti con Macheda e Maccarone, uno panchinaro al Manchester United e l’altro reduce da un inizio di stagione deludente a Palermo. Con la squadra rivoluzionata Mimmo Di Carlo non riesce mai a trovare la quadratura del cerchio, e viene esonerato in seguito alla sconfitta interna per 2-3 contro il Cesena, avversario per la salvezza. La squadra passa nelle mani di Alberto Cavasin, che prima di quest’anno era stato lontano dai campi da calcio per un tempo enorme, fresco fresco di esonero al Bellinzona dopo aver conquistato 3 punti in 11 partite: da questo momento arriva il tracollo, e mentre la squadra aveva fatto appena un punto in 4 gare, Cavasin in una delirante conferenza stampa diceva al mondo di essere un fenomeno: il 15 maggio 2011, dopo la sconfitta al Ferraris per 1-2 contro il Palermo, arriva la Serie B. Dura, inevitabile, triste: ma gli applausi sono da fare alla tifoseria, che nonostante tutto applaude i blucerchiati, e il loro capitano, Angelo Palombo, che piangendo sotto la Sud chiede scusa alla gradinata.
L’estate inizia con un incauto ottimismo in casa Sampdoria, con l’arrivo del d.s. Pasquale Sensibile, ex Novara, e del promettente allenatore Gianluca Atzori, che l’anno prima con la Reggina aveva addirittura sfiorato la A: gli arrivi di Piovaccari, Bertani, Foggia e le conferme di Gastaldello, Palombo e Pozzi fanno ben sperare i tifosi della Samp, che assistono a un discreto inizio di campionato. Dopo poco tempo però, qualcosa si rompe: i risultati non arrivano, il gioco inesistente, e la Samp esce dalla zona play-off: l’umiliazione per ben 4 reti a 2 contro la matricola Nocerina, e la sconfitta interna contro il Vicenza dell’ex Cagni costano la panchina ad Atzori. La squadra passa nelle mani dell’esperto Iachini, ma la situazione non cambia: 4 punti in 5 partite, 0 vittorie e l’ultima sconfitta contro il Pescara di Zeman chiudono un 2011 da incubo. Nel mercato di riparazione Sensibile ha annunciato la rivoluzione: cambierà qualcosa?


