Sampdoria, Corradi: “Sinani si opera, stop lungo. Recuperati Ravanelli, Depaoli e Makoumbou”
Angelo Zarra
La Sampdoria riparte dalla trasferta contro l’Avellino dopo una sosta complicata soprattutto sul fronte degli infortuni. Alla vigilia della gara, Bernardo Corradi ha però ritrovato diverse pedine importanti. “Oggi sembravamo una squadra quasi completa”, ha spiegato il tecnico. “Avevamo 16 giocatori di movimento senza restrizioni. Ravanelli, Depaoli e Makoumbou si sono allenati senza problemi ed è una bella notizia”.
Depaoli potrebbe già dare una mano a gara in corso, mentre anche Karamoh e Mbabu hanno sfruttato la pausa per ritrovare una condizione migliore. “Yann ha la possibilità di partire dall’inizio, ora ha una condizione accettabile”.
La notizia peggiore riguarda invece Sinani, infortunatosi con la Nazionale lussemburghese. “Domani sarà sottoposto a un intervento di chirurgia ricostruttiva. L’infortunio è grave e l’assenza non sarà breve”. La Sampdoria non tornerà però sul mercato degli svincolati: “Aspetteremo gennaio. Prendere ora un giocatore senza contratto significa rischiare di impiegare fino a dicembre soltanto per rimetterlo in condizione”. Più lunghi del previsto anche i tempi per Esposito, nonostante Corradi confidi nella sua capacità di accorciare i recuperi.
Uno dei possibili uomini chiave sarà Yari Verschaeren. “Può ricoprire più ruoli. Da interno ci dà soluzioni in uscita, ma diventa ancora più decisivo vicino all’area, quando può combinare con Lauritsen o Insigne”. Proprio Insigne resta un riferimento fondamentale: “Ha qualcosa di diverso sul campo ed è importante anche fuori. Sa quando scherzare e quando serve attenzione, è un esempio per gli altri”.
Corradi si aspetta una gara complessa al Partenio-Lombardi: “L’Avellino sta facendo bene, ha caratteristiche precise. Giocheremo anche su un sintetico, con rimbalzi e velocità della palla differenti rispetto a quelli a cui siamo abituati”. Dopo la lunga sosta, la Sampdoria entra inoltre in un ciclo fitto di partite fino alla pausa di novembre: “Dobbiamo consolidare ciò che abbiamo costruito. Il lavoro è stato tanto e penso che prima o poi qualcosa ci verrà restituito”.


