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Sampdoria, Atzori: "Non mi esalto, ma me la godo"

Sampdoria, Atzori: "Non mi esalto, ma me la godo" TuttoB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
autore
Federico Errante
lunedì 5 settembre 2011, 12:01Sampdoria

Finalmente una bella giornata. Gianluca Atzori, per la prima volta, si trova a commentare una partita che ha regalato gioia e sorrisi: «La vittoria del gruppo. È dal 13 luglio che cerco di inculcare nello spogliatoio un concetto semplice ma basilare: non vince il singolo, ma la squadra. Vedere una prestazione collettiva di questo tipo, a prescindere dal risultato e dagli episodi che comunque ci siamo andati a cercare, mi fa piacere. Anche dopo questo 6-0 cerco però di essere equilibrato». E quindi? «Non mi esalto, ma me la godo. Esattamente come se la devono godere i giocatori fino alla ripresa degli allenamenti».

Il tecnico cercava risposte mentali: «Sì, perché se è vero che anche undici contro undici il divario dei valori in campo era evidente, è anche vero che l’approccio alla gara è stato quello giusto per mentalità e spirito. I rigori, le espulsioni, non sono arrivate per caso. Come sempre siamo entrati in campo con l’obiettivo dei tre punti e questa volta lo abbiamo raggiunto. Nella ripresa non abbiamo voluto infierire, è giusto così». Per Atzori non è stato tutto perfetto: «Adesso tornerò a casa e in macchina mi guarderò al computer il dvd della partita. Non guido io... Non so quanti di voi lo avranno notato, ma sul 2-0 ci siamo rilassati troppo. Abbiamo commesso degli errori tattici per mancanza di concentrazione. Se voglio, come voglio, fare crescere questa squadra, devo fare in modo che questi cali non si verifichino più. Perché con il Gubbio non abbiamo corso rischi grossi, ma se risuccederà contro un Torino potrebbe costarci caro. Mi sono rilassato in panchina solo quando ho avuto la certezza che il risultato era ormai acquisito. Cioè sul 4-0».

C’era una certa attesa per il debutto di Foggia. Che non è arrivato: «Ho parlato con lui e ho preso atto della sua completa disponibilità verso di me e verso i compagni. Conosco bene le sue potenzialità. Mancano 39 giornate alla fine del campionato, state sicuri che non mancheranno le occasioni di vederlo in campo». Atzori ha preferito fare entrare Maccarone: «Speravo che segnasse. Lui è un giocatore della Sampdoria, un attaccante validissimo che può dare un grosso contributo a questa squadra. Lo farò giocare ogni volta che lo riterrò opportuno. È uno di quelli che sta ancora pagando con la gente la retrocessione. Quando è entrato ho sentito meno fischi dell’altra volta e spero che presto spariscano completamente. Ho un griglia di attaccanti tutti forti, sta a me gestirli. Loro sanno che in settimana li guardo e li scruto e state sicuri che le scelte, là davanti, potranno cambiare spesso durante l’anno». Palombo: «In campo urla, ma è normale che il capitano intervenga se vede nei compagni degli atteggiamenti sbagliati, magari già richiamati dal tecnico. Lui in campo deve portare avanti il mio messaggio, è autorizzato. Ognuno deve essere leader di se stesso, Angelo in più deve essere leader in campo. In questa categoria fa la differenza». Bene la difesa: «L’unica dote che non può mancare a un difensore, e lo dico per esperienza, è la tensione. Oggi c’era».

Sei gol al Gubbio non bastano a dare la scossa: «Sarei superficiale se pensassi che d’ora in avanti sarà tutto facile. Non abbiamo risolto tutti i nostri problemi, soprattutto quelli mentali. Sicuramente i risultati sono la medicina migliore per rigenerare la squadra e i giocatori e quindi ci prendiamo questo successo, che aiuta i ragazzi a credere in quel che facciamo. Che dà loro fiducia, li stimola ad aiutarsi. Io l’ho sempre detto, nella mia squadra aquile non ce ne sono, io voglio il gruppo. Ci sono ancora ampi margini di miglioramento». Adesso due giorni di riposo: «Da dopodomani i giocatori sanno che sarò nuovamente lì a Bogliasco a martellarli, perché oggi la cosa più importante da fare è lavorare sulla testa. Lunedì ci aspetta l’Empoli, che abbiamo già avuto modo di conoscere in Coppa Italia».

Fonte Secolo XIX

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