Sampdoria, Atzori: "Fortuna meritata"
I giornalisti di Ascoli hanno aspettato al varco Atzori. Il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto e volevano sentirselo dire: «Sicuramente quando incassi gol al 93’... o al 94’ non ricordo, è naturale che tutti quanti possano pensare che il pareggio sarebbe stato più giusto. E lo dico. Però io devo sottolineare una cosa, e cioè che ci abbiamo creduto fino alla fine. Siamo stati quelli che ci hanno creduto di più. E con un pizzico di fortuna siamo andati a prenderci questa vittoria. È stato davvero bravo Foggia a crederci, a pensare di andare comunque a cercare una palla che sembrava morta. Capisco che una vittoria come la nostra possa fare discutere, però fa parte del gioco».
Sulla prestazione complessiva, invece, luci e ombre: «La prestazione mi è piaciuta, mi ha soddisfatto. Quello che non mi è piaciuto sono i troppi errori che abbiamo commesso nell’ultimo passaggio. Noi abbiamo una qualità che non corrisponde agli errori di oggi. Su 6 o 7 ipotetici assist, due o tre errori ci possono anche stare, ma non sei o sette. Sono contento, non siamo stati perfetti, ma perfetti non lo saremo mai. Complimenti comunque all’Ascoli, che ci ha affrontati a viso aperto. Tra le squadre che abbiamo affrontato fino a questo momento, sono stati i secondi dopo il Padova. Ci hanno lasciato degli spazi, potevano perdere ma potevano anche vincere. Se fossi stato Castori l’avrei interpretata allo stesso modo. È stato molto coraggioso ad affrontarci in questo modo».
Una vittoria che rinsalda la posizione di Atzori. Dopo il pareggio con il Sassuolo, infatti, c’è stato un gran parlare della sua panchina: «Lo so. Essere allenatore della Sampdoria è un onore e un orgoglio, però nello stesso tempo sono consapevole che cosa può accadere in caso di mancanza di vittorie. Il fiato sul collo ce l’ho sempre. Le critiche ci stanno, non accetto però certe scorrettezze… No, non mi riferisco a cose successe oggi ad Ascoli, ma a episodi accaduti, a critiche espresse quattro o cinque settimane fa. Me le tengo qui, nel taschino».
L’allenatore della Sampdoria ha parlato anche della mischia che si è accesa appena finita la partita. L’allenatore dell’Ascoli, Castori, era furioso: «Giustamente si è risentito per il comportamento di un mio giocatore (Rispoli, ndr) nei suoi confronti. Ho tappato la bocca a chi non doveva permettersi di rivolgersi in quel modo a una persona più grande. Spero che succeda la stessa cosa se un giorno fossi io a essere offeso. Con Castori nessun problema, ho un buon rapporto con lui e ogni tanto ci mandiamo anche degli sms (ma il tecnico dell’Ascoli ha detto: «Siamo stati battuti da una squadra di morti» ). Detto questo, bisogna anche sottolineare che Rispoli per tutto il secondo tempo è stato provocato e preso in giro dalla panchina dell’Ascoli».
Questa vittoria serve a riportare un po’ di tranquillità anche nell’ambiente: «La settimana scorsa è stata difficile, l’abbiamo sentita. Questa è una piazza che vuole tornare al più presto dov’era. Certe pressioni sono fisiologiche e dobbiamo subirle. Ripeto, sono molto contento di questa vittoria perché i ragazzi ci hanno creduto fino alla fine. È stata la vittoria del cuore. I miei ragazzi hanno fatto quello che gli avevo chiesto e cioè non hanno mai mollato. Questa è la mentalità del campionato di serie B, quella che ci fa andare avanti. Capire che ogni partita è una sofferenza, abituarsi alla sofferenza. Abbiamo avuto un pizzico di fortuna, è vero, che non guasta. Se pensiamo però che nelle ultime tre partite la buona sorte non è stata troppo dalla nostra parte… ben venga la vittoria al 95’. Nell’occasione del gol, la palla poteva passare solamente in quel posto e Foggia è stato bravo a crederci e a farla passare proprio di lì».
Questa vittoria potrebbe dare una scossa: «Spero che serva per lasciarci definitivamente alle spalle l’ultimo difficile periodo. Dobbiamo ancora migliorare molto, soprattutto in casa. Se in trasferta infatti riusciamo a esprimerci, non ci riusciamo in casa. Non siamo ancora riusciti a sfruttare appieno quell’arma che è il Ferraris».
La Samp adesso è quarta in classifica, si rivede nella parte alta: «Sì, e direi che ci mancano quei 4 o 5 punti in casa. Mi riferisco alle partite con il Grosseto, o con il Padova, certo non a quella con il Sassuolo che abbiamo rischiato di perdere. È in casa che dobbiamo vincere il nostro campionato e per questo con la testa sono già alla sfida di sabato prossimo contro il Cittadella. Lì voglio vedere un cambio di marcia. Quando troveremo la continuità in casa, saremo arrivati a un ottimo punto».


