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GazzSport - Corradi: "Samp, sei la mia occasione. Allegri? Manager geniale. È più di un allenatore"

GazzSport - Corradi: "Samp, sei la mia occasione. Allegri? Manager geniale. È più di un allenatore" TuttoB.com
© foto di www.imagephotoagency.it
autore
Angelo Zarra
Oggi alle 14:30Sampdoria

Poi la strada la trovi da te… e porta alla Sampdoria. Bernardo Corradi la strada l’ha trovata tardi. La prima panchina vera, quella blucerchiata, prestigiosa, a 50 anni. Ma alla fine ha prevalso "l’erba del campo, il piacere dello spogliatoio", come racconta lui che da quando ha chiuso una bella e lunga carriera da centravanti (2012) ha fatto cose, visto gente… Opinionista a Mediaset, comparsate in tv, vice commissario della Lega di A, il corso da ds. Ma la ragione, anche da calciatore, gli ha sempre un po’ preso la mano. "Non volevo inizialmente fare l’allenatore". E invece al corso per tecnici è stato promosso a pieni voti. Poi la chiamata della Figc e il lungo percorso nelle giovanili azzurre. E la svolta. "In quell’anno, il 2015, trascorso praticamente a Coverciano ho capito che quella della panchina era la mia strada".

Tante giovanili azzurre. Ha visto quasi tutti i talenti del nostro calcio. Da Pafundi a Palestra. Cosa significa allenare i giovani? Cosa le ha dato? 

"Mi ha aiutato tanto ed è stato importante per imparare a incidere sulla crescita di un gruppo di lavoro. Da giocatore durante gli allenamenti non sono mai stato passivo, non subivo la seduta, ma mi piaceva chiedere ai tecnici cosa mi facevano fare. Mi sono sempre impegnato al massimo".

Dopo tanti anni con le Under, lo scorso anno il primo cambio di passo: nello staff di Massimiliano Allegri al Milan. Questo cosa ha significato? 

"Facevo la tattica con Magnanelli e nello specifico mi occupavo degli attaccanti. Quindi ogni giorno una preparazione del lavoro da fare. Dal mattino alle 18. Poi la sera a cena nel solito ristorante in zona Arena a Milano. Allegri è una persona di uno spessore totale con un alto livello di managerialità. Lo scorso anno ha dovuto fare qualcosa di più che l’allenatore per la situazione di particolare gestione del gruppo di lavoro. In campo ha delle letture da genio. Mi ha dato una possibilità enorme e quando l’ho chiamato per dirgli della Samp mi ha detto “vai”". 

E ora eccola alla Samp. Una responsabilità enorme, visto che il club viene da un paio d’anni complessi. E lei è alla prima vera esperienza con tanti occhi puntati addosso. E i tifosi alla prima amichevole col Cagliari già chiedevano la A. 

"Riconosco che è una panchina ambitissima. E in questa stagione ci sono molti esordienti in B. Ho fatto un paio di colloqui prima di essere ingaggiato. So che il tifoso blucerchiato vuole impegno, trasporto, partecipazione. I miei genitori mi hanno insegnato che prima di chiedere devi dare. E io darò tutto quel che avrò a disposizione. So che è un ambiente desideroso di ripartire. Ci sono state delle difficoltà in passato, ma prendiamo anche il lato positivo. Sono stato accolto con entusiasmo e le prime impressioni sono molto positive". 

Cosa chiede ai suoi calciatori e come si comporta? 

"Cerco di stimolarli a ragionare e trovare la soluzione. Faccio colloqui individuali con tutti. E cerco di creare una filosofia di lavoro". 

È normale definire Corradi una scommessa? 

"Non è denigratorio. Ma so il grado di preparazione che ho". 

Ha creato uno staff dove c’è storia e amicizia. 

"Credo tantissimo nell’amicizia che per me è fondamentale, da quando ero ragazzo a Siena. Lo staff è composto da persone che godono della mia stima professionale e umana. Massimo Mutarelli è il vice, Lombardo qui ha fatto la storia, Fiore è un caro amico". 

Cosa chiede agli attaccanti, lei che per cinque volte è stato in doppia cifra in A? 

"E quanti assist ho fatto… Chiedo di prendere la decisone migliore nel minor tempo possibile e di essere sempre dentro la partita". 

Allenerà il talento di Lorenzo Insigne. A 35 anni. Come lo vede? 

"Io lo vedo benissimo. Sta lavorando a parte per essere al top". 

E lei fino a maggio ha allenato un certo Luka Modric. 

"È un campione eccezionale. E ha grande entusiasmo, come un ragazzo di 17 anni alla prima convocazione". 

C’è tanta fisicità nella sua Samp. Una richiesta specifica, nel momento in cui si sta costruendo la squadra? 

"No, non è un’indicazione esplicita. Ma serve il giusto equilibrio". 

Sembra di capire che parte da una difesa a quattro. 

"Sì. Indipendentemente dal modulo, l’importante è creare superiorità numerica, riconoscere lo spazio da occupare. Bisogna sempre adattarsi alla partita e avere abnegazione nel lavoro. Non voler perdere in allenamento. Ma mi porto dietro anche gli insegnamenti di Delneri sul lavoro di reparto. Il suo Chievo in cui giocavo ha fatto fortuna con palla lunga, spizzata, due passaggi e gol, tenendo la difesa in linea altissima. E non eravamo dei fenomeni. Non sono uno di quegli allenatori che devono costruire per forza da dietro. La Sampdoria sarà una squadra propositiva, ma aspettiamo di completarla". 

Che aspettative ha? 

"Di fare il meglio che posso. Non potrei venire alla Samp e dire mi voglio salvare". 

Ha da valutare il trentenne Tutino e potrebbe lanciare Lorenzo Paratici, cresciuto nel vivaio e figlio diciottenne del ds della Fiorentina. 

"Siamo in una fase di costruzione e stiamo valutando tutti quelli sotto contratto, pur avendo già inserito cinque nuovi innesti. Di Paratici non guardo il cognome, ma a me lui piace (contro il Cagliari lo ha schierato titolare, pur non da prima punta, ma da attaccante esterno, ndr). Vedremo cosa sarà meglio per lui". 

In questa Samp il Corradi di un tempo potrebbe essere il norvegese Tobias Lauritsen. 

"Mi ha colpito favorevolmente. È pulito, ha tecnica ed è bravo in area". 

Favorite? 

"Le retrocesse dalla A sono sempre attenzionate, ma occhio ovviamente ai club che hanno un budget superiore al nostro". 

La famiglia la seguirà? 

"No staranno a Roma. Mio figlio ha 17 anni e ha l’ultimo anno di superiori".