Salernitana, quel maledetto 24 maggio
24 Maggio. Per molti forse è solo la data in cui “il Piave mormorò”, il giorno in cui l'Italia entrava in guerra contro gli Imperi centrali, gettandosi nella Prima Guerra Mondiale dieci mesi dopo l'inizio delle ostilità in Europa. Ma per gli appassionati del calcio, ed in modo particolare per tutto il popolo salernitano, questa data, rievoca un tragico ricordo: undici anni fa (24/05/1999), di ritorno dalla maledetta trasferta di Piacenza, (in seguito alla quale la squadra campana fu retrocessa in serie B), persero la vita quattro giovani tifosi granata. Simone Vitale , Giuseppe Diodato,Vincenzo Lioi e Ciro Alfieri, rimasero prigionieri di quel vagone numero 5 del treno speciale Salerno - Piacenza, (sul quale viaggiavano più di 1500 tifosi, partiti con la speranza di conservare la permanenza in massima serie), che durante il viaggio di ritorno, nella lunga galleria di Santa Lucia che collega Salerno con Nocera, prese fuoco. Una trasferta fatale che si trasformò da viaggio della speranza in dramma. Quattro giovani vite stroncate, e con esse quelle delle loro famiglie, colpite da un incommensurabile dolore. La città di Salerno, svegliatasi già con il cuore colmo di tristezza per l’immeritata retrocessione, all’udire quella tremenda notizia, immediatamente si riversò sui binari. Subito si capì la gravità dell’accaduto: per i quattro giovani non ci fu nulla da fare e altri nove ragazzi furono ricoverati d’urgenza in ospedale. Un dolore immenso colpì l’intera città che in poche ore passò da una delusione sportiva ad una tragedia senza eguali. Quattro angeli volati in cielo per una partita di calcio; un concetto che purtroppo troppo spesso si dimentica e sfugge. Il calcio, uno sport che appassiona milioni di persone, fa gioire, piangere ed esultare, rimane pur sempre solo ed esclusivamente uno sport. Non si può rischiare di perdere il più grande dono che ci è stato mai fatto, per una partita di calcio. Salerno, da quella tragedia ha imparato molto, e non avrebbe mai voluto avere una simile “lezione”. Undici anni dopo, il ricordo dei quattro angeli granata è sempre vivo nei cuori dei salernitani, che li onoreranno sempre e comunque, perché in fondo chi vive nel cuore di chi resta non muore mai! Ciao ragazzi!


